venerdì 21 marzo 2014

primavera

Equinozio, dal latino “equino zium” “zio a cavallo”. Ricorda la mitica immagine dello zio Teo a cavallo fra l'inverno e l'estate, e lo sbocciare delle sue prime virilità “primavirilis” (sto provando, forse invano, a competere con la cultura del grande Marianorun).

Stamattina, alle 6 e mezza, sento rumori in casa. Apro gli occhi, vedo che fuori c'è già un po' di luce, decido di alzarmi e scendo in cucina. Dopo 5 minuti, appare Martino raggiante, e comincia a farneticare “è arrivata la primavera, festeggiamo, ...” guardo fuori dalla finestra il cielo plumbeo e, con gli occhi ancora semichiusi dal sonno e la faccia seria gli chiedo “scusa Martino, un'informazione: da chi compri le anfetamine? Non vedi il cielo?” “sì, ma guarda l'albicocco tutto fiorito” “sì che bello, vedo gli uccellini che becchettano nei fiori per mangiare le moschine che mettono i vermetti nelle albicocche che cresceranno tutte marce” “Dai papà, non rovinare tutto, è primavera, usciamo dal letargo: stamattina mi sono fatto persino la doccia”. La doccia! Le pulizie di primavera! Questa sì che è una novità da festeggiare.
Alla fine il suo entusiasmo giovanile ha avuto la meglio sul mio sarcasmo senile. Peccato che il suo fisico non fosse pronto a tutta quell'igiene e stasera gli è venuta un po' di febbre. Comunque grazie Martino! Buona primavera, buon equinozio!


Equinozio, dal felliniano “È qui? No! Zio!” (cit. “amarcord”). Ricorda la mitica immagine dello zio Teo che scappa sulla cima di un albero …