martedì 11 marzo 2014

Buffet al giudicato – Oristano

Menù classico dei buffet post gara ma presentato in un'innovativa variante “stile ospedaliero” e degustato in location panoramica (arrampicati su una scala)

Se magna!

Non c'è né passione nel cibo né comfort nel ristoro (solo una trentina di sedie per circa duemila natiche stanche)

Rapporto qualità prezzo: mediocre

Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: zero

Giudizio sintetico: mezzo maiale

Ultimo assaggio 9/3/14. La patata lessa scondita può essere considerata l'emblema di questo buffet, come il podista bollito lo è stato per la mia gara.
E' pronta la pasta?
Grazie alla mia lunga esperienza di buffettaro, io so che all'arrivo il pranzo non è mai pronto. Allora vado pianino, lasciandomi superare dai miei fantasmi inesperti che si affannavano tanto per arrivare prima solo per aspettare più a lungo dopo, e da 6 o 7 atleti della mia categoria per poter raggiungere subito il buffet senza rischiare di restare bloccato in attesa delle premiazioni. Ed infatti, alle 12 e 30, in perfetto orario ospedaliero, sono già pronto per mangiare. Non c'è fila, siamo ancora in pochi, ma le sedie sono ancora meno e ci appollaiamo diligenti su una scala, ognuno sul suo gradino, come piccioni; per compensare l'astinenza da podio, ho scelto il gradino più alto, con vista sul cortile ma non c'è gloria quassù. La patata lessa evoca discorsi ospedalieri: si parla di terapie, malattie, speranze di guarigione. Non c'è gioia nella patata, non c'è passione nei malloreddus e non c'è amore nel vitello arrosto. È solo nutrimento, niente di più.