sabato 17 febbraio 2018

Non è un picnic

10 capoterrestri e un'extracapoterrestre, si sale a “perda sub'e pari” “una pietra sull'altra”.
Tocchiamo il monolite di chiara origine aliena per raggiungere la conoscenza del senso della vita. Mi aspetto che dica qualcosa tipo “patatine e pistacchi a volontà” ma tace. Lo guardo e finalmente sento un impulso nervoso che, partito dalla mano, attraversa come un brivido la schiena fino a raggiungere il cervello; ecco l'illuminazione: il bello della vita, mi ha svelato, è stare lì a toccare quella pietra con gli amici dopo averla raggiunta con fatica. “La vita non è un picnic”.

Il tempo che si staglia sullo schermo anche oggi si sposterà di uno in avanti. Un altro di quei numeri belli grossi pieni. Me ne restano ancora 17158.

martedì 13 febbraio 2018

Altalena per la pensione

Dopo lo “scivolo” per la pensione ecco la nuova divertentissima proposta del nostro governo: l'”altalena” per la pensione. Molto più dinamica dello scivolo, ti permette di avvicinarti a tutta velocità alla pensione più e più volte e, ogni volta, ti sembrerà di esserci arrivato!
Un'altra grande attrattiva è attualmente allo studio dei nostri uffici tecnici: la “giostra” per la pensione.
L'Italia, un grande parco di divertimenti. Vieni a farti due risate con noi!

La Presidenza del Consiglio dei Ministri

venerdì 9 febbraio 2018

Obiettivo 100

Il velleitario è tornato con un nuovo obiettivo ancora più ambizioso: arrivare a 100.
Vorrei impiegarci 47 anni ma se anche dovessi rallentare e metterci un po' di più, poco male. L'importante è divertirsi e godersi il lungo viaggio.
Spero che sia meraviglioso ma se ci dovessi trovare solo sofferenza, non lascerò che questa mi trasformi in un verme per arrivare strisciando: non ho niente da dimostrare a me stesso, né ad altri. Piuttosto, mi ritiro e vorrà dire che non arriverò mai a 100. Pazienza.
Sarà un'avventura emozionante e piena di vita e ve la racconterò passo per passo, chilometro per chilometro giorno per giorno. Per chi mi volesse seguire in diretta, ho messo un “countdown” nella barra laterale destra. Sicuramente andrò incontro a crisi e momenti difficili. Ci saranno inverni a -10o e estati a +40o eppure andrò avanti, a testa alta, verso l'obiettivo.
Statistiche alla mano, meno dell'1% riesce a raggiungere il traguardo.
Fatemi gli auguri, che ne ho bisogno!

martedì 6 febbraio 2018

Servizio Scopa

Pelo morbido catturapolvere
Tutto materiale organico, riciclabile nel rifiuto umido
Ideale per esterni, terrazze, giardini, montagne

In tournée:
Montiferru winter trail: 50 km 24 febbraio – Santu Lussurgiu
Trail del Marganai: 52 km 11 marzo – Domusnovas
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Io e mia sorella

sabato 3 febbraio 2018

Vittorie e sconfitte

Comunque vada, che vinca o che perda,
ne uscirò a testa alta
ma è andando a testa alta
che si pesta la merda.

Quando si va con lo sguardo volto verso orizzonti lontani si rischia di non vedere le meschinerie e di metterci un piede sopra.
Ho vinto? Sembrerebbe di sì ma resta quella sensazione di scarpa appiccicosa e il ricordo di quell'odore nauseante che mi tormentano ancora. Ho anche perso … tante energie mentali, tempo, pazienza. Ho riempito questo blog di post su argomenti noiosi. Spero che sollevare il problema delle autorizzazioni alle manifestazioni sportive non sia stato inutile e che possa servire a salvarne qualcuna. In quel caso sarà una vera vittoria, altrimenti avremo perso tutti.
Il massimo della nausea mi è venuto davanti ai barracelli armati di mitra schierati per difendere il territorio dall'invasione della festa. Poi, invece, la giornata è andata alla grande, nonostante quel fetore che però, sovrastato dal clima di festa, si è affievolito presto fino a sparire del tutto. Struscio ancora una volta la scarpa sull'erba ma è solo un riflesso condizionato. Restano solo lo sport, la salute, i sorrisi, la festa. Ho vinto, non c'è dubbio.

E ora la vita va avanti e sarà il solito susseguirsi di vittorie e sconfitte. Da quando ho smesso l'attività agonistica le vittorie invece di diminuire sono aumentate: c'è chi ha perso 3 chili, io ne ho vinti 5!

mercoledì 31 gennaio 2018

Cross di Capoterra, manifestazioni sportive e ruolo degli enti locali.

Quando, 3 anni fa, stavamo organizzando la quarta edizione del cross, incontrai per la prima volta il sindaco di Capoterra, Francesco Dessì, e chiarii subito che non ero venuto a chiedergli dei favori ma collaborazione per raggiungere obiettivi comuni come la salute pubblica, la promozione del territorio e la socializzazione. Mi guardò in modo strano ma credo che avesse afferrato il concetto. Altri, in comuni limitrofi, invece sembra che non abbiano capito dove sia l'interesse pubblico e cosa sia la collaborazione per cui ora, alle parole aggiungo le figure: ecco qualche immagine della sesta edizione del cross che si è svolta domenica scorsa (foto di Francesca Erbì, Arnaldo Aru, Benedetto Deriu e Luca Maini).

Parlavo di salute pubblica:
943 atleti

di cui 64 ultrasessantenni


293 bimbi fra i 6 e gli 11 anni
393 donne
Promozione del territorio:



Socializzazione:
1500-2000 presenze


1 km di sorrisi

Dovrebbe essere ovvio che manifestazioni come questa fanno bene alla gente e al territorio e quindi, altrettanto ovvio che gli enti locali dovrebbero sostenerle.
Caro ente pubblico, ti preoccupa la sicurezza? Fai bene, ma sei tu che gestisci il territorio, che hai i piani di emergenza e i mezzi per attuarli e che quindi, a seconda delle presenze attese, mi dovresti dire dove parcheggiare le auto, quali sono le vie di fuga, dove montare i gazebo; dovresti mettere a disposizione mezzi antincendio, personale per la sicurezza ecc.. Questo dovrebbe succedere. È così difficile da capire e da attuare?
Quando, al contrario, invece di collaborare si ostacola l'organizzazione, quando ci si preoccupa solo di scaricare le responsabilità e si pretende di avere tutte le 12 magiche carte che scaricano l'ufficio da ogni minima responsabilità prima di togliere una sola pietra dal percorso, quando si schierano perfino i barracelli per impedire l'accesso ai parcheggi il giorno della gara solo perché manca una “P” sulla mappa creando, oltre al disagio, un rischio REALE d'incidente, allora viene un senso di profonda nausea e di amarezza nei confronti delle istituzioni responsabili di questi atteggiamenti ostili che fa passare la voglia di organizzare altri eventi come questo, con tutte le conseguenze negative in termini di salute pubblica, socializzazione e promozione del territorio che ne deriverebbero. 
Ma sono fiducioso che, guardando queste immagini, anche gli impiegati mentalmente più rigidi riescano a capire da che parte sta l'interesse pubblico; altrimenti, sta a noi cittadini ed elettori pretenderlo e cacciarli a voti nel sedere.
Giusto per completezza d'informazione: l'iscrizione costava da 1 a 2 euro a seconda delle categorie e copriva esclusivamente le tasse federali. I contributi pubblici sono stati pari a 0. La manifestazione è stata organizzata solo grazie ai contributi di tanti piccoli sponsor e a tantissimo lavoro volontario, ripagato con tanti sorrisi e con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di davvero grande, bello e utile. Pura passione e senso di responsabilità sociale, valori che, in certi uffici, non sanno neanche cosa siano. 

giovedì 18 gennaio 2018

Il terribile flagello dei gazebo volanti – prima parte

Ieri sono andato al comune di A. per richiedere l'uso dei parcheggi per la gara, pronto (anzi quasi desideroso) di chiarimenti in merito alle richieste che ci avevano fatto per l'autorizzazione alla manifestazione.
La discussione è durata quasi un'ora ed è stata piuttosto accesa. Il geom. S. ha difeso in modo accorato il modus operandi suo, dell'ufficio e del suo responsabile, il geom. B.: “seguire la legge il più fedelmente possibile in modo da non avere assolutamente nessuna responsabilità in caso di incidente”
Mi ha garantito che non c'è niente di personale o campanilistico nelle richieste fatte a noi; riservano lo stesso trattamento a tutti. A dimostrazione di ciò, mi ha mostrato lo spessore dei faldoni relativi ad altre manifestazioni organizzate in territorio comunale. Mi ha, inoltre, assicurato che non si divertono a farlo ma è il loro dovere e che hanno sempre collaborato con le società per aiutarle ad ottemperare alle adempienze di legge. La sostanza del problema però resta. “Lo dice la circolare Gabrielli, nostro malgrado siamo costretti a seguirla”. Se ciò fosse vero, mi toccherebbe puntare il dito più in alto. Sostituite Geom. B con Dir. G e quindi quanto segue è per G … ma davvero G. ha menzionato i gazebo volanti? Per non sbagliare ancora, diciamo che le considerazioni che seguono sono per chiunque abbia ideato e imposto la regolamentazione assurda a cui farò riferimento.
Mi hanno scritto che mi lamenterei delle richieste del comune di A. per l'autorizzazione alla manifestazione che stiamo organizzando perché sarei allergico al rispetto delle regole. Non sono allergico alle regole ma certe regole, semplicemente, non ci avrebbero permesso di fare la manifestazione. In realtà un prurito mi è venuto ma gli allergeni a cui sono sensibile sono la stupidità, la prepotenza e il pubblico che va contro l'interesse pubblico. Potrebbe essere quello? Boh, vediamo un esempio.
    4) Eventuale Gazebo. Occorre produrre tutta la documentazione relativa ai gazebo, il loro corretto montaggio e ancoraggio.”
Questo è il quarto dei 12 punti a cui avremmo dovuto provvedere per avere l'autorizzazione a svolgere la gara, senza la quale non avremmo potuto neanche iniziare i lavori di preparazione del percorso perché la protezione civile ci avrebbe bloccato, come, del resto, ha fatto.
Cosa avrei dovuto fare in pratica? La manifestazione avrebbe dovuto svolgersi all'aperto, in un posto privo di costruzioni. I gazebo sarebbero stati essenziali per riparare da eventuale pioggia la postazione dei delegati FIDAL con il computer per le iscrizioni, il ristoro, l'impianto audio, … L'associazione Misericordia di C. ce ne avrebbe offerto e montato uno, un amico ne avrebbe tirato uno giù dalla soffitta, i ragazzi del ristoro sarebbero venuti col loro e poi ci sarebbero stati i gazebo che le società si portano per coprire le borse in caso di pioggia. Avranno la documentazione relativa? E cos'è la documentazione relativa al montaggio? Le istruzioni o il diploma di un ingegnere edile qualificato? E quella relativa all'ancoraggio? Non so neanche cosa sia e se esista documentazione di questo tipo. In pratica, solo per risolvere uno dei 12 punti, avrei dovuto perdere un mucchio di tempo per chiedere documentazioni, informazioni, normativa … e difficilmente ne sarei venuto a capo. Da qui, la caduta delle braccia, la constatazione dell'impossibilità di svolgere la manifestazione a quelle condizioni e quindi la rinuncia.
Ma qual'è la sostanza del punto 4? La sicurezza dicono. In sostanza non possiamo fare correre la gente finché non abbiamo dimostrato di poterla proteggere dai pericoli arrecati da eventuali gazebo volanti.
Ammesso che un mucchio di carte nel nostro faldone avesse ridotto tale pericolo, quante persone avrebbe salvato? Quante persone sono morte in Italia negli ultimi 20 anni, colpite da un gazebo volante non adeguatamente ancorato? Non ho trovato statistiche a riguardo; ad occhio e croce io direi nessuno ma forse qualche caso terribilmente sfortunato, causato, per esempio, da una tromba d'aria, potrebbe essere capitato. Quante persone sono morte invece in Italia negli ultimi 20 anni per cause direttamente legate alla sedentarietà? A tale riguardo, esistono invece valutazioni molto autorevoli1 e fatte proprie dall'OMS che affermano che i morti sarebbero circa un milione di cui circa 500 solo fra gli abitanti di A. e altri 500 fra quelli di C. Una vera strage!
Allora, impedire alle persone di correre per proteggerle dai gazebo volanti è una buona idea o è un'idea terribilmente stupida?
Ecco che mi è tornato quel fastidioso prurito …

  1. I-Min Lee et al., Impact of Physical Inactivity on the World’s Major Non-Communicable Diseases, Lancet. 2012 Jul 21; 380: 219–229