venerdì 26 settembre 2014

Va tutto bene

Spazzo via qualsiasi cosa ostacoli il mio incedere veloce.
È venerdì sera e ho appena buttato giù la colonnina d'acciaio che regge il lettore di badge all'uscita del garage del lavoro.

Va tutto bene. Avevo solo voglia di andarmene via.

martedì 23 settembre 2014

zanzare

Zanzare rabbiose abbaiano in questa notte di fine estate. Allevate con amore nei guazzetti d'irrigazione della fertilissima buca del salto in lungo, aspettano fameliche le 18.30 del martedì, l'ora del corso di atletica, per spiaccicarsi sulle magliette lasciando macchiette rosse con un puntino nero in mezzo. Non c'è lieto fine, neanche per loro.

La lista per l'assessore si allunga: disinfestazione. Oppure infittire la rete dei mille-piedi, con una nuova ingiunzione del giudice, per non farle entrare.

Spett.le Comune di Capoterra, Assessorato allo Sport
Alla cortese attenzione del Sig.
Oggetto: Richiesta zanzariera
Gent. mo Sig. ….
Con la presente, la società G. S. Atletica Capoterra richiede la sostituzione dell'attuale rete che divide la pista d'atletica del campo sportivo comunale di Santa Rosa dalla proprietà del Sig. ... con una zanzariera. 
Ringraziando per l'attenzione ed in attesa di cortese riscontro ... 

Calpestare millepiedi, schiacciare zanzare e sforbiciare … sto scordando qualcuno? Maledetti invertebrati!

domenica 21 settembre 2014

Fisiologia di un'incazzatura

Le variazioni psicofisiologiche sono quelle tipiche di una forte attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico, ossia: accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa e dell'irrorazione dei vasi sanguigni periferici, aumento della tensione muscolare e della sudorazione.

Scaricando i dati del polar, ho notato subito quel picco della curva rossa. Al sesto minuto, il cuore passa improvvisamente da 113 a 145 battiti al minuto. Le curve grigie dell'andatura e dell'altitudine sono quasi costanti. La ragione di quell'anomalia non può essere quindi imputata ad un aumento improvviso dell'impegno fisico.
Era infatti un'uscita tranquilla, per quanto tranquille possano essere le uscite in bici su strada; l'adrenalina resta sempre vicina al livello di guardia altrimenti non sarei sopravvissuto fino ad ora. Il nemico è sempre in agguato. Automobilisti frettolosi pensano che per una decina di secondi in meno valga la pena rischiare la vita di un ciclista o, più probabilmente, non pensano e basta.
Ero partito da poco quando ho visto, davanti a me, un ciclista molto più lento. Cinque secondi prima di raggiungerlo ho cominciato ad allargare progressivamente per superarlo, dando così tempo alle macchine che sopraggiungevano da dietro di vedermi e rallentare. Appena ho finito di superarlo, un automobilista mi affianca, suona e mi fa un gesto con le due mani parallele distanti ad indicare che ero troppo largo e l'avevo disturbato nel suo incedere veloce, costringendolo a rallentare.

L'aggrottare violento della fronte e delle sopracciglia e lo scoprire e digrignare i denti, rappresentano le modificazioni sintomatiche del viso che meglio esprimono l'emozione della rabbia.

Non ha visto che stavo superando quel ciclista? Ma lei ci vede?

Lui ha replicato qualcosa che non ho sentito bene e l'ho subito interrotto

La voce si fa più intensa, il tono sibilante, stridulo e minaccioso. L'organismo si prepara all'azione, all'attacco e all'aggressione.

Le costa tanto aspettare 10 secondi ed avere un po' di rispetto anche per chi va in bici? 10 secondi del suo stupido tempo

A fianco dell'autista c'era un bambino, che sembrava un po' imbarazzato. L'autista ha accelerato e se n'è andato senza replicare, o almeno io non l'ho sentito.

Le vene si sgonfiano, la fronte si distende e il ritmo cardiaco torna normale. L'istinto bestiale si placa e si ricomincia a ragionare. Per un attimo mi è venuto il dubbio che mi avesse suonato per salutarmi o per chiedere un informazione.


Nota. Le parti in corsivo sono tratte da: http://www.benessere.com/psicologia/emozioni/la_rabbia.htm

giovedì 18 settembre 2014

Millepiedi in pista!

A Capoterra gli atleti fanno le ripetute sui 300 metri. Un giro di pista è 400 metri; 500 metri è mezzo chilometro; 100, 200, 400 e 800 metri sono distanze olimpiche. Perché allora 300? La ragione è semplice. Al campo sportivo Santa Rosa, dov'è ubicata l'unica pista d'atletica di Capoterra, superato il trecentesimo metro, la pista entra in una proprietà privata; non ci sono filo spinato, mastino ringhiante e sorveglianza armata ma quasi: c'è una rete alta 2 metri per dissuadere anche gli eventuali ostacolisti dal saltare dall'altra parte ed entrare nei 100 metri proibiti. Non scriverò oggi della vicenda che ha portato a questa situazione, sappiate solo che va avanti ormai da anni. Ma noi manteniamo la calma e cerchiamo di ragionare.

Il comune si dà da fare e perciò, in compenso, il campo da calcio è perfetto. Talmente ben irrigato che la buca con la sabbia per il salto in lungo si è ricoperta di una tenerissima erbetta. Ci si potrebbe coltivare insalata non fosse per qualche atleta irrispettoso che si ostina a saltarci dentro. La corsia di rincorsa poi è perfetta per appoggiare le porte da calcio e infatti viene spesso adibita a tale scopo. Ma noi manteniamo la calma e cerchiamo di ragionare.

Sembra difficile organizzare una gara d'atletica su una pista così ma, a furia di ragionare, un'idea m'è venuta. Un piede sono 30.5 cm; forse in qualche paese anglosassone anticamente si gareggiava sulla distanza di 1000 piedi, che sono circa 305 metri ed entrerebbero giusti giusti nella parte accessibile della pista. Non ci resta allora che recuperare questa presunta tradizione.
Venite a Capoterra a correre i “Millepiedi in pista”! Calpestiamo il tartan della pista per mille piedi! Calpestiamoli ben bene questi millepiedi!


Maledette scolopendre …  

mercoledì 17 settembre 2014

Montiferru, una maratona di sensazioni.

Sabato. Gianni ci guida per 41 km fra i boschi, le rocce e i prati del Montiferru; 6 ore di corsa, soste comprese. Nel prossimo futuro, ho in programma un incontro con il sindaco di Capoterra per chiedere l'aiuto dell'amministrazione comunale nell'allestimento di percorsi running, sicuri, segnati, con fontanelle e illuminazione notturna. Nel Montiferru è già tutto pronto; la mancanza di lampioni è ampiamente compensata da mille angoli meravigliosi. Si trovano percorsi divertenti nel fresco dei boschi con alberi secolari, tanto enormi e belli che, dopo averli abbracciati facendo finta di misurare quanto siano grandi, viene da dargli un bacio. Siamo 12 bipedi, un ciclista e un cane. Primo a cedere è il ciclista, in difficoltà sulle salite tecniche. Ci sono poi fonti rigogliose, che si ostinano a zampillare acqua freschissima nonostante non piova da mesi. Dopo aver inseguito le apparizioni fugaci di un cervo e di una pernice, cede anche il cane con una zampetta dolente. C'è una roccia verticale con una scala naturale e un buco che incornicia il panorama e, con folate fresche e potenti, mi sbatte in faccia l'essenza dei boschi e del mare che stanno al di là. Si parla di progetti ed impegni futuri. La disinvoltura con cui i km vengono nominati a centinaia e i dislivelli a chilometri fa capire in che compagnia son capitato. C'è Italo, che dopo i 5000 km della Los Angeles - New York, è il campione sardo della corsa senza limiti. Più in alto, al di sopra del bosco, domina il profumo di timo selvatico e si vola con viste aeree sul litorale oristanese. Ci sono Teo e Alessandra veterani delle ultra, che, la sera stessa, parteciperanno ad un “urban trail” di 8 km a Cagliari. “Sono solo 8 km e correremo piano piano” dice Teo che poi arriverà 14esimo su 444! Qualche spina ci fa scendere sulla terra ma poi si svela l'altra faccia del rovo, quella morbida, dolce e profumata e si ritorna nell'eden. La quantità di more mature fa capire quanto poco sia frequentato questo bellissimo angolo di Sardegna. Gianni e Italo parlano anche di organizzare gare per condividere tutto questo: se ne parla da tempo, ora sembra che vogliano fare sul serio e noi forse siamo cavie che stanno provando il futuro percorso di gara. La presenza dell'uomo si divide equamente fra fossili moderni, soprattutto antenne, e testimonianze antiche: nuraghi, cuili in pietra. Con noi, ci sono altri appassionati ultramaratoneti: Ivan, Flavio e Checco. Io mi sento un po' distante dalla loro leggerezza. Quando penso “50km” sento stridere i tendini e dolere i quadricipiti. Lo stesso mi succede pensando a 2km di dislivello e, col passare del tempo e dei chilometri, questa pesantezza di pensiero aumenta di pari passo con quella muscolare. Ad ogni bivio ci si ferma a ricompattare il gruppo e ogni volta faccio più fatica a ripartire. Le more completano il loro ciclo e fa impressione vedere tanta dolcezza trasformata così malamente. Finalmente si scende, prima su larghe sterrate fra i pascoli e poi nel bosco su un bel sentierino tecnico da fare in spinta che porta fino alle macchine.
I 4 “siberini” hanno fatto un buon lavoro: le birre sono belle fresche e loro sono ancora abbastanza gelati da raffreddare i miei tendini bollenti.

Alla fine sono stanco ma è una stanchezza carica di soddisfazione. Per aver terminato questa maratona, non c'è una medaglia da dimenticare in un cassetto ma un'indelebile neuronata di emozioni.

giovedì 11 settembre 2014

Perché lo fai? 50 ragioni per fare sport – 9. Perché è domenica mattina

È domenica. Alle 15 comincia la tappa del tour o la partita di calcio o lo spettacolo al cinematografo o qualsiasi altra cosa. Di domenica, comincia tutto al pomeriggio. L'ideale sarebbe entrare nella macchina del tempo, impostare il contapecore, sdraiarsi sul lettino, appoggiare la testa al cuscino, farsi una bella dormita, svegliarsi a mezzogiorno e ritrovarsi subito nel pomeriggio. Ma, cazzo, sono le 8 e sono già in piedi. Non sono i bambini che mi hanno svegliato. Loro non sono più bambini e se ne stanno molto volentieri chiusi in camera; forse è stato lo stomaco o questa macchina del tempo ormai vecchia. Ora sono io che avrei piacere a passare un po' di tempo con loro ed entro furtivo nelle loro stanze a guardarli dormire. Poi scendo le scale, rischiando di inciampare nel gatto che, come tutte le domeniche, mi si butta fra i piedi con istinto suicida. Entro in bagno e ne esco 10 minuti dopo con in mano le parole crociate o la carta igienica e la testa persa in una definizione. Mi sprofondo sul divano a riempire caselle cercando, inutilmente, il giusto equilibrio fra noia e fatica. Metto un CD ma un film noioso non diventa bello solo per la colonna sonora. Il cruciverba è finito, potrei iniziarne un altro. Potrei anche leggere un libro o guardare un film ma ormai sono davvero poche le cose che mi sorprendono e stimolano.
E fra queste non c'è il giardinaggio.


Non mi resta che uscire a fare sport.

martedì 9 settembre 2014

Pardu Nou corre, cammina e striscia.

Mezzamaratona corsa al caldo. Il sudore non evapora perché l'aria è satura di umidità e infradicia i vestiti che, nonostante i tessuti ipertecnologici, non riescono ad assorbire tutto quel liquido. Quando anche i tessuti sono saturi, il sudore scivola giù gocciolando. Le calorie anziché bruciare lessano. Secondo il mio polar, ho bollito 1178 Kcal. Forse una gallina lessa l'avrei potuta cuocere.
Non sono certo l'unico pollo a soffrire. L'acqua ai ristori non manca e volontari in bicicletta la offrono a tutti anche fuori dai punti ristoro. Bevo, mi butto acqua sulla testa, ciuccio le spugne ma non basta a rinfrescare. Cola e basta. Non coca e neanche pepsi è “Sudore Cola”. Niente giovanotti sorridenti, “Sudore Cola” viene presentata da cinquantenni sfatti.
Il fisico si adegua all'ambiente e non spinge per non accumulare ulteriore calore. Nei pochi punti ombreggiati la temperatura si abbassa di qualche grado e la spinta diventa immediatamente più efficace ma appena si torna al sole si spegne subito.
Si passa nei paesi di Solarussa e Siamaggiore. Sola russa, forse dorme. Sia maggiore o sia minore, lo scarso pubblico non ha comunque la forza di incoraggiarci. Si vedono solo vecchi e bambini. Campagna piatta, 35 gradi, 85% di umidità, l'ombra delle canne è troppo sottile e lascia trasparire raggi potentissimi. I chilometri passano lenti, poi rallentano ancora e si trasformano in centinaia di metri. Il conto alla rovescia continua ma si ritorna a 19, 18 … quello davanti è più stanco di me e non è lontano ma il mio allungo per superarlo si scioglie in una pozza di sudore. Non è giornata. Mi volto. Quello dietro sta pensando la stessa cosa. L'importante è sopravvivere.

Finalmente arrivo in 1h27'38, 3 minuti più del previsto. Tredicesimo. Sono l'unico fra i primi venti a non vincere un premio. Non importa, non lo merito. Io sono qui per la melanzana grigliata o forse sono io la melanzana grigliata.  

giovedì 4 settembre 2014

Fatiche da presidente

Ripetute: manda il fax, telefona, ti dicono che non è arrivato. Ripeti 4 volte, in progressione: l'ultima volta invia lo stesso messaggio da almeno due fax diversi. Quando sono sommersi dalla carta, anche gli impiegati più puntuti, si arrendono.


Alimentazione: mangia grasso, fino a sazietà. Ripeti aiutando la deglutizione con abbondante vino; forse soffrirai ma non arrenderti. La pancia è fondamentale per farsi spazio nelle file agli sportelli della cittadella finanziaria.  

lunedì 1 settembre 2014

Hasta siempre Lucio!

Siamo a settembre. Il 30 maggio Lucio è entrato in quella pista e ha cominciato a girare. Ora è ancora lì. Le 24 ore d'aria nel cortile di quella prigione forse mi farebbero rimpiangere una buona cella. O forse no. I miei dubbi rimangono, l'angoscia anche ma mi devo togliere il cappello di fronte a tanta determinazione. Con i suoi 201 giri quotidiani fra poco arriverà a 20 mila giri e 8 mila chilometri.
Una rivoluzione in fondo non è altro che un giro. Che Guevara ne ha fatte un paio, Lucio Bazzana 20 mila. La mia bocca aperta non riesce a dire nient'altro e inghiotte il moscerino. Poi esce solo un saluto.

Hasta siempre Lucio!

Almanacco del mese dopo – settembre 2014

Sono davvero guarito? Se sì, Da cosa? La risposta alla scienza.
La formula magica calcola percentuali matematicamente strabilianti: solo per concepire il 102 su 100 che ho ottenuto l'altroieri, ho dovuto superare lo stato dell'arte della logica matematica e inventare la teoria degli insiemi traboccanti.
La scienza offre anche visioni più pragmatiche: le feci ora galleggiano; non è un buon segno per l'oracolo ma questo ripieno a bassa densità potrebbe avvantaggiarmi nel nuoto.
Il cuore è tornato a battere a ritmi normali anche se fa un po' di casino battendo rumorosamente sulla grancassa toracica.
Sintetizzando: “come sto? Bene, dai …”
Già questo weekend ho cominciato ad allungare gli allenamenti con 138 km percorsi fra bici corsa e nuoto. Settembre si prospetta quindi come mese di carico, chilometrico e chilocalorico in preparazione degli appuntamenti clou di ottobre: sardinia ultramarathon di Macomer, triathlon Challenge forte village e relativi buffet.

Eventi:

Il calendario podistico del mese propone diverse gare interessanti con promettenti buffet ma non si staglia nessun evento in particolare.

Best of the past

Settembre 2013. Il blog vede nascere il primo sondaggio, che con grande modestia e fantasia ho chiamato “il sondaggione”. 7 post su 11 sono dedicati a questo sondaggio sulle diverse motivazioni che spingono i podisti a correre. Qualche estratto:

A volte, il mio ego è così gonfio che mi sfiata dal culo.” Da: Il collezionista

E se qualcuno gli fa osservare che così prende più vento in faccia, lui replica che il vento in faccia è una delle ragioni per cui corre.” Da: Forrest Gump

Si parla anche delle mie velleità per le gare di ottobre
Il velleitario che ormai staziona comodamente impoltronato nel mio cervello mi rassicura: “comunque vada, ne uscirai a testa alta”. Il saggio che solitamente resta rintanato fra le dita dei piedi leggendo i libri di Albanesi, oggi si è affacciato nel cranio per replicare: “è andando a testa alta che si pesta la merda”. Augh. Da: A testa alta

Forse però, più di tutto, mi piace la descrizione di una notte insonne. Ecco il finale:

Un gallo urla in lontananza. Oggi è già domani: un'altra giornata comincia.” Da: Oggiè già domani