mercoledì 30 ottobre 2013

Sardinia Ultrabuffet - Macomer

Mi trovo un po' in imbarazzo. Quando avevo iniziato a scrivere la "guida buffet", ero convinto che la maggioranza dei corridori fossero anche buffettari e, allora, avevo ideato un servizio per consentire loro di selezionare le gare e di avvicinarcisi nel modo più propizio. Poi, con il sondaggio, ho scoperto che solo il 16% dei podisti, di cui, modestamente, la metà sono io, si riconosce come buffettaro. Così mi crolla il mercato. La mia "guida buffet" rischia di essere uno dei più grandi flop-plop dell'editoria internettazionale. Facendo bene i conti, mi rimane solo un  potenziale lettore, che potrebbe anche solo aver sbagliato a pigiare il tasto.
Almeno io, però, la mia guida me la terrò cara. Voi, che siete disinteressati al cibo, voltate pagina e NON LEGGETE QUELLO CHE E' SCRITTO QUI SOTTO, POTREBBE CAUSARE OBESITA' , IMPOTENZA O ALTRE MALATTIE CHE VI INGRANDISCONO COSE E VE NE RIMPICCIOLISCONO ALTRE.

 Sardinia Ultrabuffet - buffet a tappe di endurance gastronomica. Una serie di veri e propri banchetti vi porteranno a conoscere i limiti più reconditi del vostro stomaco e a superarli.
Non gustavo niente di così soddisfacente, avvolgente, saziante dai tempi in cui divoravo la placenta di mia madre.
Forte rischio di dipendenza

Rapporto qualità prezzo: ottimo
Giudizio sintetico: ebbene sì, devo calare i tre maiali!
Ultimo assaggio: 19/20 ottobre 2013. Il vero buffet a tappe, in realtà partiva dal venerdì 18. per una tre giorni di full immersion nel cibo. Durante la prima giornata, l'appetito veniva stimolato parlando di "Attività fisica e nutrizione". Dopo essersi stancati sentendo nominare la "attività fisica", al pronunciarsi della parola "nutrizione", tutti i presenti hanno cominciato a salivare abbondantemente. E' dovuto intervenire un maialetto arrosto per sedare le ghiandole salivarie ed evitare danni alla moquette. In realtà io non ero presente ma è stato facile immaginare tutto ciò ... presto! Datemi uno scottex, che devo asciugare la tastiera!
Sabato invece io c'ero. L'appetito è stato stimolato percorrendo due giri di un circuito in cui si alternavano profumi di funghi e di menta, che, insieme alle tracce di cinghiale, facevano pensare ad un menù stile nouvelle cuisine stocastique: brochette de sanglier au champignon de bois en sauce de nimportequoi au parfume de menthe. A sorpresa, invece, veniva servito un classico pasto nostrano, con antipasto di formaggi e salumi, malloreddos al sugo, pecora in umido e vitello bollito con patate. Nonostante la semplicità, le pietanze riuscivano a manifestare tutta la saggezza della tradizione, il calore dell'ospitalità, la ricchezza della convivialità. La quantità di cibo, birra, vino, senza limiti apparenti, ha trasformato questo pasto in un vero e proprio banchetto.
Ehm ... ho già scritto due pagine e sono ancora al primo pasto! Sintetizziamo:
birra, birra, birra, pasta, vitello, torta, caffè, torta, coca, torta, frutta, coca, torta, frutta,  birra, birra, pasta ai porcini, birra, pasta al sugo, birra, panino all'arrosto con aggiunta di cipolle, cioccolatino, cioccolatino, birra, birra, panino all'arrosto con cipolle, uva, birra, torta, torta, torrone, torta, birra, torrone, caffè.
Più o meno, è questo che ricordo. Ho anche il vago ricordo di essermi dovuto spostare un po', domenica mattina, per inseguire le torte che erano dislocate in vari luoghi di interesse  archeo-naturalistico ma, con l'occhio nel piatto, non ho visto un granché!
Consiglio finale: convincete Benedetto a non affrettarsi, che poco dopo il suo arrivo la festa finisce.