martedì 1 aprile 2014

Miracolo ad Assemini. Mezza maratona della ceramica.

Parto con una mezza influenza e la teoria assurda che correre possa aiutarmi a guarire
Prima fase
Faccio finta di stare bene. Corro i primi 2 km da sacchettaro inseguendo Gianni, terzo di categoria, a 3'40 al km. Verso la fine del secondo chilometro ho modo di osservare e studiare la colazione tipica di un runner: 2 etti di spaghetti al sugo in condizioni di conservazione quasi perfette (io forse li avrei masticati). Lascio l'analisi della salsa al prossimo giro. Per un momento ho la tentazione di esporre la mia colazione lì accanto ma essendo un banalissimo caffellatte con biscotti, desisto.
Mi sento in affanno e sono costretto a rallentare e a lasciare scappare Gianni verso l'ultimo premio.
Seconda fase
Per altri 2 km cerco almeno di mantenere un buon passo per migliorare il tempo di Oristano e per alzare la temperatura corporea. Seguo il gruppo di Claudia Pinna, a 3'45 al km. Ancora troppo veloce e il corpo protesta. Ricordo il plot:
Durante l'attività fisica, tutto il corpo è impegnato a portare ossigeno e glicogeno ai muscoli e le funzioni metaboliche non legate al movimento rallentano.
Ecco, questo era il piano, ma c'è stato un colpo di stato dei generali anticorpi. In contrasto con la decisione del governo di dirottare le risorse dalla difesa antibatterica all'attività motoria, occupano il cuore armati e dichiarano lo stato d'emergenza. L'articolo della costituzione di cui sopra viene riscritto come:
Durante la malattia, tutto il corpo è impegnato a combattere i batteri e le funzioni metaboliche non legate alla guarigione rallentano.
Il corpo ha le sue priorità e la guerra di trincea contro i batteri era la mia. La testa non può farci niente e gran parte del sangue e dell'ossigeno sono dirottati verso il fronte anti-batterico. Vuoi correre? Fai quel che riesci con quello che ti rimane.
Terza fase
Ultimi 17 km.
Sono allo sbando, in balia del vento e degli anticorpi. L'unico obiettivo rimasto è creare una situazione disagevole per i batteri e convincerli a lasciare il mio corpo. Gli spostamenti d'aria ne spazzano via molti, altri si gettano nel vuoto dicendo “questo è pazzo”.
Ma credo davvero a questa teoria strampalata? No. Forse avrei maggiori speranze di successo fermandomi e pregandoli in ginocchio di andarsene. Non so che fare e rallento vistosamente.
Poi mi supera un atleta e decido di usarlo come riparo dal vento e come riferimento, insomma mi faccio adottare, sarà la mia “mamma oca” e seguendolo riesco ad arrivare al traguardo in 1h24'.
Catarro e tosse sono ricomparsi quasi subito. Tutto sembra come prima. Del resto questa storia della guarigione era solo una cialtroneria che mi ero messo in testa per convincermi a partecipare alla gara. Almeno Assemini è più vicina di Lourdes.


Stamattina, in macchina mentre andavo al lavoro, mi sono sorpreso a cantare! Era da più di una settimana che me ne stavo zitto ad ascoltare la musica. Appena me ne sono reso conto, ho visto la luce, ho sorriso e alzato la voce. È un segno: il bene sta per trionfare. Miracolo ad Assemini!