sabato 5 aprile 2014

Strategie della lumaca – pacemaker alla maratona di Cagliari

Ad andare forte sono capaci tutti: basta allenarsi bene e dare il massimo in gara. Se non sai come fare, cerca con google “come correre velocemente” e troverai più di mille consigli. La vera sfida che distingue gli uomini dai ragazzini, i saggi dagli avventati è riuscire ad andare piano.
Domani dovrò correre 42 chilometri ad un ritmo molto più lento del mio ritmo di corsa abituale: 5'41 al km. Saranno ben 4 ore di corsa al rallentatore, una lunghissima forma di tai chi che inizia alle prime ore del mattino e finisce all'ora di pranzo, un continuo controllo del gesto e degli istinti, un ghandiano lasciarsi superare senza reagire. Sarò all'altezza?
Ho cercato su google “come correre lentamente” senza trovare risultati significativi. Non mi restava altro da fare che rivolgermi al “velleitario”, che, nel suo delirio di onniscienza, ha sempre qualche consiglio da dare. Ecco infatti l'elenco di strategie che mi ha suggerito:
Strategie della lumaca
  • Sing sing – Riempire di ferro i palloncini da pacemaker e attaccarli alle caviglie con solide catene.
  • Punti patente – Immaginare autovelox dietro ogni curva.
  • Casablanca – Cambiare sesso per ridurre il testosterone.
  • Zavorra – Sostituire il rito dello svuotamento (la doppia seduta mattutina) con tre giorni di astinenza dal bagno.
  • Corsa stocastica 1 – Il coordinamento motorio è una chiave per andare veloci. Per andare piano basta correre scoordinatamente, lanciando avanti gli arti in ordine casuale.
  • Corsa stocastica 2 – Se, invece di seguire una linea retta, si avanza rimbalzando in modo casuale fra i vari ostacoli, il tempo di percorrenza aumenta di un fattore radice di due.
  • Siegfried – Correre cantando. In 4 ore ci starebbe giusto giusto il “Siegfried” wagneriano (senza il bis).
  • Miles – Selezionare l'opzione “miglia” del garmin e quando, correndo a 5'41, il mio gruppo di tapascioni supererà i kenioti cercare di convincerli che è solo una convenzione di unità di misura.

Domani ne proverò qualcuna e vedremo come va. Se riuscirò a prendere la medaglia sarà sicuramente quella sudata più a lungo.