sabato 25 gennaio 2014

Rivelazioni – prima puntata.

Oggi doppia rubrica!
Pignolerie – ovvero piccole cose dette con enfasi.
Scienza da bar – dialoghi per l'accademia del barbera.

E' un po' di tempo che ci penso, ve la dico o non ve la dico? So che nessuno di voi la vuole sentire da me perché crede di saperla già; ognuno infatti ne possiede una copia ma quella vera è unica e, per una serie di circostanze, ci crediate o no, è finita proprio qui da me.
Da bambino credevo ciecamente in quello che mi dicevano gli adulti con quelle arie sicure e voci profonde, finché un episodio (il rapimento Moro) mi fece capire che la realtà era complessa e non avevo capito niente: dovevo cancellare tutto e ripartire da zero senza fidarmi più di nessuno. Al liceo il mio atteggiamento era radicalmente cambiato e prendevo appunti solo quando i professori dicevano delle palesi scempiaggini, riuscendo in tal modo a mantenere la mente libera e pura da condizionamenti culturali. E' grazie alla forza di quest'ignoranza caparbiamente conquistata e conservata con ogni cura che sono riuscito a vederla chiaramente, perché lei è semplice e si esibisce nuda davanti a tutti ma per poterla cogliere bisogna avere il cervello perfettamente vuoto.
L'avrete capito, sto parlando della “verità”.
E ora preparatevi! Mettete gli occhiali da sole, che il bagliore della rivelazione potrebbe bruciarvi gli occhi.
Come sempre si comincia dal principio che se comincio dalla fine poi mi tocca fare tutto in retro.
Il principio è un concetto fondamentale su cui tutti concordano, si usa come base comune per i ragionamenti e permette di definire cosa sia giusto o sbagliato. Se i princìpi non fossero condivisi, le discussioni diventerebbero diverbi inconcludenti come dibattiti televisivi - “ho ragione io” “no, ho ragione io” e tutti e due avrebbero ragione, ognuno secondo il suo principio.
Quali sono allora questi princìpi “universali”?
L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Sarebbe allora il lavoro il principio?
Immaginate un pianeta in cui frutti succosissimi pendono dagli alberi, alieni carini ci fanno le carezze e ci nutrono con ciotole piene di leccornie; dovremmo passare quattro ore al giorno a scavare buche e altre quattro a riempirle per essere dei buoni cittadini? Secondo me no. Il lavoro è un ottimo mezzo di organizzazione sociale, una scala per il progresso ma non può essere un principio. Il progresso stesso non è una necessità quando si è in paradiso. In paradiso non si lavora, si va direttamente in pensione.
Liberté, égalité, fraternité – Tutti gli uomini nascono liberi e uguali. Libertà e uguaglianza. Saranno questi allora? Si citano insieme, notate bene, perché da soli non stanno in piedi. Libertà, senza uguaglianza è anarchia, uguaglianza, senza libertà, è schiavitù sociale (formichismo). In estrema sintesi il conflitto capitalismo-comunismo è un tiro alla fune fra questi due concetti. Tutto si regge sul loro delicato equilibrio e siamo da capo: su quale principio si basa questo equilibrio?
Bene, allora, se non sono libertà, uguaglianza, lavoro, progresso, quali sarebbero questi benedetti princìpi universali? Voi li sapete? Io sì e la prossima volta ve li svelerò. Ora potete chiudere la bocca, la sorpresa è rimandata!
Intanto raccolgo scommesse.