giovedì 30 gennaio 2014

Rivelazioni – seconda puntata.

Riassunto della prima puntata. Lei si esibisce nuda ma nessuno la vede. Solo io. Viaggiamo per pianeti alieni alla ricerca di principi o principesse …

Viaggiamo nel deserto della mente andando a ritroso, alla ricerca del primo principio. Eccolo lì, si vede da lontano, circondato dal vuoto. Lo riconosco dall'aspetto rude, vecchio ma dall'aria indistruttibile. Ha superato indenne tre ere glaciali, innumerevoli invasioni barbariche, le sculacciate della nonna: è il principio di conservazione.
Si presenta parlando uno strano gergo: “dato un insieme I e un'azione A sugli elementi di I, A è buona se aumenta il numero di elementi dell'insieme I, cattiva se li riduce, inutile se non ne altera il numero”. Avrebbe potuto parlare chiaro e dire “morire è una cattiva azione, riprodursi è buona, farsi una sega è inutile” ma comunque il suo obiettivo è chiaro: far sopravvivere questo cavolo di I.
Ci spiega che I può essere una cultura o un insieme di esseri umani. Racconta di essere stato mal interpretato da nazionalisti, razzisti o fondamentalisti che volevano limitare l'insieme di riferimento ad una nazione, un'etnia o un credo religioso, nonostante il suo chiaro invito ad allargare l'insieme il più possibile, ad aumentarne gli elementi non solo attraverso la riproduzione ma anche abbattendone i limiti che lo circondano. Per esempio l'insieme di esseri umani maschi del norditalia bianchi e cattolici, può essere allargato con poca fatica, per il bene di tutti, eliminando quattro aggettivi (e zittendo qualche buzzurro – ndr).
Sebbene non sia generalmente riconosciuto come principio universale, riesce sempre a salvarsi da solo, trovando rifugio nelle tradizioni. Infatti le tradizioni diventano tali dopo aver superato una "selezione naturale” e solo quelle che portano i valori della conservazione1, ovviamente, si conservano.
Anche per questo ne parlo. Riproducetevi e spandete il “verbo” così forse anche questo blog si conserverà, che sarebbe frustrante scrivere sapendo che niente arriverà alle generazioni future. Scolpito nel silicio come i castelli di sabbia fino al grande crash globale che, come un'onda, annullerà la memoria e le identità virtuali2 … ma sto divagando. La “verità” mi ha lanciato un'occhiataccia e sta cominciando a rivestirsi … “aspettami cara, torno subito da te”.
Voi direte che il principio di conservazione è naturale e lo seguono istintivamente tutti gli animali, cos'ha l'uomo in più? L'uomo in più ha la capacità di dimenticarsene e la possibilità di scegliere l'autodistruzione. Qualcuno potrebbe anche obiettare che stiamo parlando di pura “sopravvivenza”; non è lecito chiedere qualcosa di più? Tutto vero, per questo c'è il secondo principio che appoggia e completa il primo in un dualismo perfetto. Qual'è? Voi lo sapete? Io sì e la prossima volta ve lo svelerò. Ora potete chiudere la bocca, la sorpresa è rimandata!

Note:

1 I valori della conservazione non sono le date di scadenza. Sto parlando di un'altra cosa. Di spirito vitale e non di ciliege sotto spirito.
2 Controrivoluzione – la caduta del “socialismo retale” dei social network, a metà fra il socialismo reale e quello rettale