sabato 8 febbraio 2014

Rivelazioni – terza puntata

Ogni volta che sento parlare di “principio universale” mi viene in mente il big bang e tutte le volte mi viene un brivido al ricordo di quel gran botto. Navigavo nel buio del preuniverso e stavo ciucciando un placenta drink con la cannuccia ventrale quando, all'improvviso mi sentii spingere da forze immani verso una luce che in poche frazioni di secondo si popolò di materia, antimateria, arredi, persone. Non potei trattenere un urlo di stupore: il mondo era nato!

Riassunto delle puntate precedenti. Lei si esibisce nuda ma nessuno la vede. Solo io. Viaggiamo per pianeti alieni alla ricerca di principi o principesse … troviamo solo un vecchio principio solitario nel deserto che ci invita a sopravvivere e riprodurci. Intanto Francesco si beve un mirto.

Sopravvivere è condizione necessaria per vivere, ma non sufficiente. La conservazione garantisce la commestibilità del cibo, non la sua bontà. E' davvero così importante sopravvivere? A tutti i costi? E cos'hanno a che fare il cannonau, l'aria profumata, i sorrisi spontanei, con riproduzione e sopravvivenza?
Le parole del vecchio, che al primo ascolto mi avevano convinto, cominciano a riempirmi di dubbi e domande. Il deserto della mente, che si stava popolando di tenaci propositi di riproduzione, ora mi svela un futuro pieno di bambini piangenti ed affamati …
Non sufficiente dicevo, cosa manca allora? Guardo la verità con aria interrogativa, lei mi sorride, si volta e comincia a camminare, scansando le orde di ragazzini mendicanti un tozzo di pane. Io e il vecchio la seguiamo. Sono scettico, in quel casino è davvero difficile trovare qualcosa, e ho la tentazione di cancellare di nuovo tutto. Uno dei bambini, a differenza degli altri, sembra ben nutrito e ha l'aria contenta; ci sorride e si arrampica su un alto roccione. Ci guarda un istante, poi si volta e fa il gesto di buttarsi giù ma il vecchio con un balzo incredibile lo blocca: “che fai disgraziato! Se ti butti muori, e l'insieme I perde un elemento!” Il ragazzo lo guarda tranquillo. “Lasciami vecchio! Mi son mangiato tutte le scorte di cibo e ora posso solo scegliere se soffrire o morire sazio e io ho già scelto.” “Ma se tutti facessero come te, l'insieme I ...” “Non capisci proprio, testone? Vuoi che parlo come te di questo benedetto insieme I? Guarda che sono anche io un principio universale1: “dato un insieme I e un'azione A sugli elementi di I, e definita una quantità misurabile chiamata benessere B, A è buona se aumenta il valor medio di B sugli elementi dell'insieme I, cattiva se lo riduce, inutile se non lo altera. Io mi sono mangiato tutto il pane aumentando il mio benessere B e ora mi butto così non lo diminuisco.” “E bravo lui, allora chi ha il mal di pancia farebbe una buona azione sparandosi? E il valore della vita?
Già, il valore della vita! Ecco la chiave che permetterà di tenere in equilibrio il vecchio e il ragazzo, il sopravvivere e il vivere bene. Francesco, a quest'ora, starà già bevendo il suo mirto, senza chiedersi se il benessere di I ne tragga giovamento o meno, se il numero di elementi di I possa cambiare, o quanti mirti valga una vita; io, che lo so, ora bevo il mio e ha più gusto: cin!

Note:


1 Ogni volta che sento parlare di “principio universale” mi viene in mente il big bang e tutte le volte mi viene un brivido al ricordo di quel gran botto. Navigavo nel buio del preuniverso e stavo ciucciando un placenta drink con la cannuccia ventrale quando, all'improvviso mi sentii spingere da forze immani verso una luce che in poche frazioni di secondo si popolò di materia, antimateria, arredi, persone. Non potei trattenere un urlo di stupore: il mondo era nato!