sabato 22 febbraio 2014

Gran Fondo del Sulcis: preview

Basta farsi condizionare dalla realtà! Basta documentari, viva la fiction! Questa volta prima scrivo il plot, poi vivo l'evento. Prima il resoconto, poi la gara. Insomma, siamo o non siamo in un reality? E allora eccomi, libero dai vincoli della noiosa verità a raccontarvi di questa mia Gran Fondo del Sulcis di domani.

Sfida degli sfiati sfiatati. Lo sfiato è il tipico meccanismo anaerobico: funziona come il motore a vapore. Fagioli vengono trasformati in gas che, grazie all'espansione termodinamica, fornisce una forte spinta propulsiva. Avete visto “Gravity”? Rivoltatelo in parodia. Riuscite ad immaginare cosa si potrebbe usare per spostarsi nello spazio al posto dell'estintore? Bravi! Ora torniamo sulla terra, scendiamo verso quell'isoletta, sorvoliamo le ciminiere, infiliamoci in quell'immensa foresta e fermiamoci vicino a quella chiesetta dove c'è tutta quella gente. Eccoci nel teatro della sfida fra Marieddu “intona” Pazzona, star dello sfiato musicale, Lello “stornello” Collu, poeta dallo sfiato potente e io, mago dello sfiato razionale e silenzioso ma aromatico. Altri atleti, inconsapevoli comparse, ci circondano rendendo più colorito e vivace lo sfondo.
Si parte, il fiato ci esce davanti, dalla bocca; si fatica e più si fatica, più il fiatone ci respinge indietro. Azione e reazione. Per spingersi in avanti bisognerebbe avere il fiatone da dietro. Ormai siamo in coda al gruppo. Ci guardiamo. Vedo Lello che smette di respirare, gli occhi spinti da una potente ispirazione sembra che debbano schizzare fuori da un momento all'altro ma all'improvviso con un boato lascia partire un incipit geniale che lo proietta in avanti. Io e Mario non ci lasciamo intimorire: squillo di tromba e partiamo all'inseguimento. La vera gara è cominciata.
I piedi non toccano più il suolo. Dopo un po' smettiamo di far girare le gambe “a bicicletta” per far finta di correre e le lasciamo piegate all'indietro. Gli avversari ci guardano passare stupefatti.
Intorno al decimo km Lello improvvisamente si ferma. Dice che deve pensare al finale, vorrebbe un finale a sorpresa ma non gli viene. È bloccato. Io e Marieddu lo guardiamo, gli sussurriamo un finto incoraggiamento e continuiamo la nostra gara a colpi di spinte peristaltiche.
Colpo di scena! Marieddu finisce il propellente!Mi dice che era in riserva perché aveva passato la notte a duettare con il suo coach. Io ne ho ancora, le mie doti di resistenza sono ben allenate: ho fatto sessioni di peristalsi in palestra con i pesi e “sedute” di allenamento massacranti ma produttive. Il mio intestino, perfettamente depilato, è il mio vanto – mi faccio in continuazione colonscopie selfie col telefonino – e dal culo mi escono ancora parole, un po' masticate, affannate, con lo sfiatone ma sufficienti a spingermi fino al traguardo. È l'apoteosi. Il trionfo del tronfio. La banda di Santadi suona … improvvisamente un assolo di tromba irrompe sull'inno di Mameli … è il grande Marieddu, che si è ripreso in tempo per arrivare secondo! E, finale a sorpesa, arriva anche Lello a completare il podio col suo finale a sorpresa.

Ecco fatto. Domani dovrò solo seguire il plot.

E ora provate voi a scendere più in basso di così!