venerdì 1 maggio 2015

L'importante non è vincere ma partecipare con spirito vincente.

Ero facile in testa. Dietro di me una quindicina di atleti, non di più. Giuseppe, il più forte degli altri non lo vedevo da qualche chilometro. Avrei vinto, certo, ma senza grande soddisfazione. Quando mancavano circa 4 degli 11 km del percorso, sono arrivato ad un bivio. I nastri erano da entrambe le parti. Mi sono fermato qualche secondo per cercare di capire e alla fine ho scelto il sentiero di sinistra perché era segnato anche da una freccia. Non ero per niente sicuro della scelta anche perché mi sembrava di essere già passato da lì. Dopo circa 500 metri ho visto davanti a me le schiene di altri podisti e il dubbio è diventato certezza – stavo facendo un secondo giro! Ho fatto inversione. Sapevo che i 5 minuti persi mi sarebbero costati quasi sicuramente la vittoria ma non mi son fatto prendere dalla rabbia né dallo sconforto. Anzi, finalmente iniziava una bella sfida! Appena rientrato sul percorso mi sono buttato all'inseguimento. In uno strappo in salita ho superato di slancio Maria Grazia e poi giù a capofitto. In breve ho raggiunto e superato Ezio e poi Giuseppe, anche lui vittima del mio stesso errore. Davanti, in fondo ad un lungo rettilineo di almeno 400 metri, ho scorto Luca, inconsapevolmente primo. Lo spirito vincente mi ha fatto incrementare ulteriormente il passo. Le gambe correvano a meraviglia e Luca si avvicinava a vista d'occhio. All'ultima curva era a meno di 100 metri, ma il traguardo, l'unico in grado di fermare il mio spirito vincente, era subito lì dietro.

A parte il gusto di correre – che c'è sempre – quant'è meglio un secondo posto, combattuto, sudato, cercato con impegno, di una facile vittoria? Quanto aveva ragione Decoubertin quando diceva “l'importante non è vincere ma partecipare con spirito vincente”.

Questo pensavo … almeno fino al momento delle premiazioni (grrr, Luca ha portato a casa 3 bottiglie di vino e io solo 2 … maledetto!)