martedì 12 marzo 2013

Maratonina di Assemini

L'ennesima mezza maratona: i soliti tre giri da sette chilometri su strade bruttarelle di cittadine che hanno poco da offrire, fra il suono dei claxon rabbiosi degli automobilisti trattenuti a stento da vigili e volontari e le battute irridenti dei paesani seduti al bar.
Perché, allora, una settimana dopo avere corso nello splendore dei boschi del Sulcis, sono venuto qui ad Assemini, in una domenica ventosa e piovosa, a correre questa ennesima mezza?
Perché è meraviglioso!
E' bello vedere la concentrazione e l'impegno degli organizzatori e dei volontari, e sapere che per loro la tua presenza è importante.
E' bello correre in strada, per una volta, liberi dalla paura delle macchine e pensare che fra i tanti automobilisti arrabbiati, ce ne sia qualcuno che stia pensando, per l'anno prossimo, di passare al di qua della barricata di vigili.
E' bello il ritmo della corsa: faticoso ma non sofferto. Piano piano ti senti svuotare, ma nel finale ti rimane sempre qualcosa per aumentare il passo.
E' bello correre con altri, con qualcuno davanti da inseguire e con qualcuno dietro da tenere a distanza; quando ti superano provare a seguirli e quando li superi invitarli a seguire il tuo ritmo.
E poi, all'arrivo è bello fare uno sprint, non importa se lo vinci o no, se è per il decimo o per il trentesimo posto, è comunque divertente arrivare al limite del fiato, e scoprire con meraviglia che puoi accelerare ancora.
E' bello, dopo l'arrivo, bere un bicchiere di the e ripartire per un giro in più; con tutta tranquillità puoi finalmente guardarti intorno e notare qualche bella casa, il giardino pubblico, qualche cittadino che ammira sinceramente quello che fai, un bimbetto che per 20 metri prova a correre più veloce di te.
E' bello correre con gli ultimi; è emozionante vedere anziani, donne e anche bambini, soffrire anche più dei primi per raggiungere quel traguardo, per compiere quell'impresa.
Poi, a fine gara, è bello fermarsi ad ascoltare; dal primo all'ultimo, ognuno ha qualcosa da raccontare, emozioni da condividere sulla gara, sugli obiettivi futuri, sui vari infortuni - si imparano nomi di muscoli e tendini che non avresti mai immaginato che esistessero, si sente di duelli epici per posizioni a tre cifre.
Grazie Assemini!
Ne voglio ancora!