domenica 4 marzo 2018

Lezioni della natura

Alle 8 Martino e Maria vanno a votare. Io non sono pronto; dico loro che devo ancora chiarirmi le idee.
Un paio d'ore dopo, esco a correre in cerca di segni rivelatori.
Secondo le previsioni avrebbe dovuto piovere ma non piove ed è già un primo segno: non bisogna lasciarsi condizionare dalle previsioni. “Tanto vincono loro, tanto piove, …", si finisce per rinunciare a fare qualcosa perché dicono che sarà impossibile. Non dobbiamo rinunciare al nostro libero arbitrio anche perché, con la volontà si possono cambiare molte cose che sembrano immutabili.
Dopo un primo sentiero e un tratto di strada forestale ecco il secondo sentiero. Ad una curva una piccola traccia si stacca sulla sinistra e decido di infilarmici dentro. Il sentierino sale fino alla cima di un montarozzo. Il panorama è fantastico, lo spiazzo è comodo, la posizione è riservata, lo stimolo è importante. Una cagata royal. Ecco il secondo segno: cagare è brutto finché lo si fa al cesso ma altrove può essere una cosa meravigliosa.
Sono uscito di casa senz'acqua. Ero convinto di trovare acqua corrente nei ruscelli ma la stagione è secca e non si trova altro che pozzanghere e qualche rivoletto fangoso. Incontro due cacciatori che, finita la stagione, stanno finendo di smantellare la capanna e chiedo loro se abbiano un sorso d'acqua da offrirmi; uno di loro mi offre una bottiglietta intera: tienila pure, dice. Terzo segno: la solidarietà è un valore fondamentale, aiutare le persone in difficoltà dovrebbe essere un dovere.
Quando arrivo presso l'ovile di “is scillaras” mi lascio di nuovo tentare da tracce sconosciute. Mi portano al greto di un torrente quasi secco che poi abbandono aggirandomi per flebili tracce senza uno scopo preciso se non quello di aggirarmi nel bosco avvolgente di lecci per flebili tracce senza uno scopo preciso. Ad un certo punto noto un piccolo fosso circolare e lì vicino un altro. Ci sono anche grosse pietre ammucchiate. Penso di essere incappato in qualche opera dell'uomo e infatti poco più avanti uno di quei fossi è aperto e si rivela essere un buco in cima alla volta di un piccolo nuraghe, completamente interrato dal tempo. Altro segno: la storia ci circonda, ci segue e si manifesta all'improvviso, meravigliosa e stupefacente.
Durante tutto il giro, benché mi trovassi nel bosco del Sulcis, uno dei più grandi e selvaggi d'Europa, sono stato seguito da un odore penetrante di idrocarburi che un vento cattivo trasportava dalla raffineria di Sarroch proprio dentro al mio naso. Altro segno: il pianeta è in pericolo, lo stiamo maltrattando.
Al rientro, sulla carrozzabile sterrata per una terza volta mi lascio tentare da un sentiero sconosciuto e per la terza volta ci trovo un segno. Questa si rivela essere una deviazione che risbuca sulla strada qualche centinaio di metri più avanti dopo un giro panoramico e molto divertente. Il segno dice che non bisogna avere paura dell'ignoto perché è lì che si celano le emozioni più forti.
Rientro a casa dopo circa 3 ore con 25 chilometri sotto le scarpe. Sono un po' stanco ma molto contento. Ora non mi resta che tirare le fila delle lezioni che ho appreso dalla natura. Riassumendo: non bisogna farsi condizionare dalle previsioni, la solidarietà è un valore importante, la storia ci circonda, il pianeta è in pericolo, non bisogna temere l'ignoto e cagare è bello.
Ecco ora sono pronto per andare a votare.