venerdì 6 ottobre 2017

Fantasmi del passato

Ogni volta che compiamo un'azione ben definita, come correre una maratona, completare un sudoku o anche solo preparare una torta di mele, “blip”, quasi senza che ce ne accorgiamo, una parte di noi si stacca e ci lasciamo dietro qualcosa di incorporeo, una scia, un odore … ; come una flatulenza, generiamo un fantasma.
Siamo noi, non siamo noi, poco importa; il tempo ci distacca e, immediatamente perdiamo ogni contatto, complicità o simpatia con loro. Ci somigliano molto a dire il vero ma fra noi resta solo rivalità e confronto.
Qualcuno di loro si dissolve nell'oblio ma tutti gli altri si ripresenteranno ogni volta che ripeteremo quell'azione; li ritroveremo lì, alla partenza della gara, ridacchiando col dito puntato, commentando fra loro con aria di sfida: “ma cosa crede di fare quel vecchio?”.

La cosa strana è che è grazie a quegli ectoplasmi schifosi che ci miglioriamo. Sono il nostro stimolo, la sfida continua che ci porta a crescere. È con loro che dobbiamo sempre confrontarci; gli altri, quelli con un numero diverso attaccato alla maglietta, sono solo dei concorrenti anch'essi con i loro ectoplasmi schifosi da distruggere; dobbiamo essere solidali e stimolarci reciprocamente. Gli unici veri avversari sono quegli spiriti pallidi che ci stanno davanti lasciando una scia nauseabonda e non c'è soddisfazione maggiore che batterli, lasciandoli ammutoliti dall'umiliazione.

Col passare degli anni, i nostri fantasmi continuano ad aumentare di numero e a batterci sempre più spesso; allora è finito il tempo della crescita. Per non restare soffocati dall'aria stantia che si portano dietro, conviene arrendersi e cercare sfide nuove in cui possiamo ancora migliorarci. Finalmente si respira. La finestra si apre, l'aria fresca entra e se li porta via; se ne vanno per sempre, lasciando solo una medaglia, una foto sorridente e un bel ricordo.