domenica 23 novembre 2014

Maratonina di Uta – Corsa non competitiva.

Manifestazione podistica “non competitiva”: una specie di allenamento. Una settimana dopo la maratona, oggi volevo fare un allenamento non troppo lungo, provando l'andatura a cui vorrei correre, fra 2 settimane, la mezza di Cagliari. Per non correre da solo ho deciso allora di partecipare alla “non competitiva” di 7.4 km che si corre sullo stesso percorso e in contemporanea con la mezza maratona di Uta.
È non competitiva, solo un allenamento; il riscaldamento lo faccio per finta, tanto devo partire piano; poi, semmai, andrò in progressione. Un quarto d'ora prima della partenza mi lascio ingrigliare. Sono abbastanza avanti, vorrei andare più indietro per evitare di competere con i primi, ma mi distraggo chiacchierando con Chiara. Allo sparo i miei propositi di partenza tranquilla svaniscono e mi infilo fra gli spazi con cattiveria agonistica cercando di sopravanzare i più lenti. Nonostante il traffico mi districo benino e il primo chilometro lo passo in 3'49. Alla faccia del riscaldamento. Durante il secondo chilometro, finalmente libero, mi diverto a raggiungere e superare atleti che oggi sono più forti di me. A quelli della mia categoria faccio vedere il numero rosso della non competitiva per evitare che si mettano a gareggiare con me. Secondo chilometro in 3'30. Con atteggiamento poco “non competitivo”, controllo se intorno a me ci sia qualcun'altro col numero rosso. C'è un ragazzino di Villacidro che però è un po' in affanno e lo stacco. “Calma, Lorenzo, è una non competitiva!” Terzo chilometro in 3'38; quarto in 3'40. Anch'io comincio ad essere in affanno. Me ne rendo conto duramente quando vado a sbattere contro il vento contrario al rientro verso il centro del paese. Rallento vistosamente, non per scelta prudenziale ma perché non riesco più a reggere il ritmo di prima. Quinto chilometro in 4'07. Mi supera un bel gruppetto e, poco dopo, anche il ragazzo col numero rosso. Mi accodo e cerco di riprendere un ritmo decente. Sesto chilometro in 3'49: sto soffrendo quel ritmo ma fra poco è finita e non voglio perdere altre posizioni in questa “non competitiva”. Mi supera un altro ragazzino col numero rosso. Questo non me lo lascio scappare e, alla faccia della “non competizione”, agli ultimi cento metri piazzo uno sprint e lo supero.
7.4 km in 27'40 a una media di 3'44 minuti al chilometro, un ritmo che sicuramente non riuscirei a tenere per tutta una mezza. Non era quello che avevo preventivato ma mi sono divertito, ho sofferto, ho lottato, insomma ho competuto e mi sono anche piazzato fra i primi.

Erano previste premiazioni anche per i primi dieci della “non competitiva”. Una volta placato il demone agonistico e ripreso pieno possesso di me, con aria di serena superiorità ho dichiarato di rinunciare: “non mi metto certo a competere con i ragazzini”.