domenica 21 luglio 2013

Viva il Tour de France!

Bello il tour, appassionante. Per tre settimane, tutti i giorni c'è battaglia sulle strade di Francia, e la televisione ce la trasmette in diretta in casa nostra.
Parte la fuga. Riusciranno a raggiungerli? Ore di passione in attesa ... In realtà tutti sanno che saranno ripresi ma loro continuano a faticare spingendo sui pedali, apparentemente ignari del loro destino. Perché lo fanno? Eroico spirito di sacrificio? Ma no, è per far vedere in TV il nome dello sponsor e se qualcuno si addormenta guardandoli, il suo subconscio si approprierà di quei nomi per sputarli fuori il giorno dopo dal fruttivendolo: buongiorno, mi dia per favore due chili di cofidis ... volevo dire patate ...
Finalmente la cronometro, corsa contro il tempo, corsa della verità, nessuna tattica, nessun gioco di squadra. Uno alla volta, ogni due minuti, partono per affrontare lo stesso percorso. Froome è fortissimo, va  l'1% più veloce dei suoi avversari diretti. Lo dicono i numeri ma, a dire il vero, sembrano tutti uguali, uno dopo l'altro, come pecorelle ... già finita? Devo essermi assopito un attimo. Chi ha vinto?
Che bella la lotta per la vittoria! Ma perché quella squadra sta tirando, invece di attaccare Froome che è al primo posto? Perché stanno lottando per il terzo, quinto o decimo posto; hanno ormai rinunciato a vincere. Che fantastico pragmatismo: è il trionfo del realismo, appassionante come una ninna nanna, contagioso come uno sbadiglio.
Ecco invece, finalmente, le grandi salite. Lo scatto di Froome! Le sue gambe iniziano a girare come un frullatore e, oltre a partire velocissimamente in avanti, comincia ad oscillare lateralmente in modo vistoso, come una lavatrice poco stabile durante la centrifuga. Sembra tutta energia sprecata, ma è uno spettacolo, è come se fosse partito in impennata senza mani. Bocca aperta. Quant'è forte ma sarà drogato? Ma no, dai crediamoci che siamo creduloni e ci abbiamo creduto già tante volte ... Pantani, Armstrong, Contador e ora Froome. La passione continua a scemare e ora l'entusiasmo per l'impresa è sempre più offuscata da un velo di sospetto. Più è grande l'impresa, più è forte il sospetto e il tutto si bilancia in una splendida mediocrità. Che bravo invece quell'altro, guarda com'è mediocre, sicuramente non è dopato. Con questo nebbione, per stare svegli ci vorrebbe un bel caffè
Che bello il tour. Per tre settimane, tutti i giorni, dopo pranzo. Quando sono a casa, appesantito dalla digestione, dalla birretta e dal sonno arretrato mi metto sul divano a guardare lo spettacolo: prima seduto, poi un po' più comodo, tanto c'è spazio, sono l'unico appassionato in casa mia, mi metto un po' giù, ah ma sono già sdraiato, aspetta, chiudo gli occhi un attimo, tanto questa scena l'ho già vista ...
Che bello il tour! Che dormite!