martedì 9 luglio 2013

Ironman di Klagenfurt - la bici

Dopo il nuoto entro di corsa in zona cambio. Vai Lorenzo, hai studiato, ce la puoi fare! Prendi la borsa blu, entra nel tendone, togli la muta, metti il casco, le scarpe da bici, il dorsale, gel e barrette in tasca, muta nel sacco, consegna il sacco, prendi la bici e parti. 9 minuti in tutto. Scordato nulla? Sì! Cosa? Provate ad indovinare.
Si parte, e mi accomodo subito in posizione aerodinamica. Visto il sole e il clima mite ho optato per non mettere l'antivento e va bene così, mi sto già scaldando. Sto bene e gli altri ciclisti vanno quasi tutti più piano di me. Allora, ripasso le regole: 10 metri di distanza, poi 1 metro e mezzo di lato e sorpasso. Quanto saranno 10 metri? Boh, spero che i giudici non siano troppo fiscali. Ogni tanto si sente il rumore inquietante di un motorino che arriva da dietro. Sono loro! Chissà se va tutto bene, se sono a dieci metri, se potevo superare quel ciclista che stava già superando … oddio mi guardano … sorrido ... vanno avanti … sollievo. Comunque mi metto in corsia di sorpasso e ci rimarrò per quasi tutta la gara. A differenza delle altre frazioni, nella bici sono ipertecnologico, equipaggiato con garmin, cardiofrequenzimetro e sensore di cadenza. A proposito, ecco il link ai dati garmin: http://connect.garmin.com/activity/337675048 . Riesco ad arrivare presto alla frequenza cardiaca prevista, intorno ai 130b/min, andando, in pianura, a circa 35km/h. Benissimo! Se riesco a tenere questo ritmo finirò ben prima delle sei ore previste.
Ma ... cos'è questo soffio negli occhi? Merda! Ho scordato gli occhiali! Mi bruciano un po' e le lacrime scendono al naso andando ad alimentare una sorgente di muco ... adesso prendo un fazzoletto ... Cavoli! Ho scordato anche i fazzoletti! Ho già raccontato su questo blog le mie difficoltà con la soffiata a spruzzo (allergie)  e allora inghiotto; molti concorrenti ricorderanno a lungo il rumore ritmico delle mie "tirate su" di naso, con cui li intimidivo durante i sorpassi. Non posso tenermi tutto dentro, penso, adesso provo a fare una bella smoccolata: chiudo col dito una narice, inspiro profondamente e ... libera! Un grande spruzzo esce dalla narice ma, come temevo, una parte del muco se ne resta lì attaccato per un filo, tipo spiderman; vorrei i guantini per liberarmene ma ho dimenticato anche quelli. Il saggio che è in me si è espresso così: "Se non puoi eliminare le cose brutte, indossale con disinvoltura" ... augh ... non mi resta che spalmare.
Nelle salite forzo un po', portando il cuore sui 140, e supero moltissimi concorrenti nonostante le loro bici strabiluloniche. Nelle discese dritte invece mi fanno impressione: senza pedalare vanno a velocità folli ed io, per stare al loro ritmo, mi devo impegnare non poco a spingere sui pedali. Ora capisco il perché di quei telai schiacciati, di quelle ruote a profilo alto. Quasi sicuramente con una bici così avrei guadagnato qualche minuto ma speso molti euro; quanti euro per ogni minuto in meno? Forse 200 o 300? Non so esattamente ma sicuramente troppi. Tanto non devo vincere niente e vanno comunque quasi tutti più piano di me, e sono tutti brutti, gne gne gne. Per fortuna non sono invidioso.
Al passaggio nei paesi e, soprattutto, lungo le salite più ripide, gli incitamenti del pubblico sono esaltanti, sembra di essere al tour de France. Per un po' pedalo vicino ad un ciclista italiano che si sente in dovere di ringraziare tutti i tifosi; carinissimo, penso, però si è preso un bell'impegno! Grazie, prego, non c'è di che, grazie, prego, grazie a te. Danke, bitte, thank you, very very much.
Il primo giro fila via a una media di 33km/h, meglio del previsto e calcolo anche che ci sono 3-4 km in meno rispetto ai 180 previsti. Sono in largo anticipo e decido di ridurre leggermente la spinta per evitare il rischio di crisi. Per sicurezza, prendo qualcosa da bere o da mangiare a tutti i ristori. Sono fornitissimi: cola, sali, barrette, banane e acqua, utilissima anche per sciacquarsi dal muco. Dalle mie tasche non è uscito quasi niente.
Che bello! Bello l'asfalto austriaco liscio e senza buche. L'ho guardato moltissimo. Belle le schiene dei ciclisti, e i dorsali con numero, nome di battesimo e nazionalità; che soddisfazione superare i tedeschi o i francesi. Quanti italiani! Ehi, questo lo conosco di fama è Carlo Alberto Melis atleta e giornalista sardo. Scambio due parole e scopro che anche lui conosce me! Che bello anche raggiungere l'amico  Andrea Mentasti che mi ha trascinato in quest'avventura, e sapere che sta bene. Poi, ogni tanto, alzo lo sguardo e, meraviglia, vedo paesaggi incantevoli, con prati verdi, graziosi villaggi, boschi, montagne quanto verde e che belli i piumini dei pioppi, sembrano neve … oddio, senza occhiali è come nuotare in un banco di meduse, prima o poi ti beccano. Altre lacrime, altre soffiate, altre spalmate.
Finalmente la fine, di questo post lunghissimo, e della frazione di bici. Sono un po' stanco ma sto ancora bene. Sono passate 5h25 e ho superato poco meno di 1000 concorrenti: in media uno ogni 20 secondi.
Felice e contento, ricoperto da un bello strato di muco entro nella zona cambio. Più della metà dei portabici sono ancora vuoti, vuol dire che sono entrato nella prima metà del gruppo, nella metà di quelli forti, nel gotha dell'ironman ... e manca ancora il mio pezzo forte, la corsa.