martedì 16 giugno 2015

La maledizione della terza cifra


I 100 km in bici sono un passaggio obbligato per arrivare a 180: senza 100, infatti, da 99 risulta arduo passare a 101 e oltre … .
Mi sfuggono. Sarà perché “100 km” rievocano il passatore, ma sono ormai un paio di mesi che ogni volta che decido di fare il lungo da 100 per vari motivi devo rinunciare.
Domenica mattina mi aveva fermato il mal di pancia. Stamattina anche. Dopo tre giorni perfino i mal di pancia cominciano ad avere una loro dignità. Hanno diritto ad un nome – il mio potrei chiamarlo “gastrite” – ad una paternità e a qualche attenzione e carezza. Dovrò stare un po' a dieta. Per cominciare, rinuncio al caffè e inzuppo i biscotti in un bicchiere d'acqua. Dopo una notte passata a massaggiarmi lo stomaco, un bel caffè mi avrebbe aiutato a diradare questa nebbia. Cerco, con un SMS, l'ultima conferma. Neanche gli amici escono stamattina per impegni di lavoro. Uscirò, forse, con loro nel pomeriggio anche se ormai ci credo poco. Mentre vado al lavoro in macchina comincia a piovere. Qualche goccia riesce a penetrare dentro l'abitacolo andando a cadere fredda e pesante frai peli del braccio sinistro. Vedo un ciclista che si ripara sotto la pensilina dell'autobus. Dalla nebbia emerge un solo pensiero: “per fortuna ho steso il bucato sotto la tettoia”.