domenica 7 giugno 2015

Passatore outtro - considerazioni di uno zombie

È passata una settimana. La stanchezza dalle gambe si è diffusa a tutto il corpo. La testa è piena di un fluido viscoso che inghiotte tutte le iniziative e le idee e me le fa uscire dal naso. Lì, in quel fazzoletto sporco, sono finiti i miei progetti per il futuro. È tutta colpa vostra, amici, avete soffiato troppo forte e non mi sono riuscito a fermare prima del traguardo.
Le bolle sotto i piedi sono ancora lì, gonfie di gloria ormai putrida. Non ne vado più così fiero.

Non ci gioco più. Volevo farla tutta correndo e, con una preparazione meno scriteriata credo che avrei potuto farcela. Non penso però che ci riproverò. Quella lunga striscia d'asfalto è troppo lunga, è troppo striscia, è troppo asfalto. Se devo lottare e soffrire, i miei istinti bestiali mi fanno preferire, di molto, la corsa in montagna, la lotta con la natura, con le sue forze, in un corpo a corpo appassionato fino all'amplesso finale. Il passatore invece mi fa sentire solo a lottare contro me stesso, come in un triste atto di autoeroismo.