venerdì 13 dicembre 2013

Una mezza a settimana …


Questo titolo me lo gioco: una mezza sette – 1 ½ 7 – terno secco. Un bussolotto si apre, il numero si frantuma e, per la prima volta, vengono estratti numeri frazionari sulla ruota di Torino.

L'omino Michelin prende il volo ...
La domenica dopo la mezza di Cagliari, sono a Torino per il compleanno di mio fratello e, casualmente, c'è un'altra mezza pomposamente chiamata Royal Half Marathon. In settimana non ero riuscito ad allenarmi perché avevo una coscia ammaccata da una caduta in mtb. Ho titubato fino all'ultimo, poi mi sono iscritto, sperando di non risentirne. Avevo anche paura del freddo.
Dopo una notte sottozero, la massima prevista è di 3 gradi. Decido allora di uscire da casa di mia madre all'ultimo momento, meno di mezz'ora prima della partenza, e di fare di corsa i tre km per arrivare al ritrovo. Indosso maglia e guanti da ciclista e giubbino antivento. Qualcuno corre in canottiera. Io sembro l'omino michelin. Non fa poi così freddo e posso togliere il colbacco … Anche l'antivento finisce presto nella tasca della maglia da ciclista. 

Pecora o spermatozoo? Qualche giorno fa, mi chiedevo che origini avesse lo spirito che mi spinge a partecipare a gare affollate. La risposta ora l'ho chiara. Mi piace correre in mezzo a tanti ma non per belare nel gregge. Vorrei uscirne, avanti a tutti, scodinzolando allegramente ma oggi proprio non ci riesco. Da un punto di vista andrologico, non sono però uno di quegli spermatozoi pigri che si aggirano svogliatamente senza puntare la meta, sono invece uno lento, con molta buona volontà ma bassa motilità; mi sento invischiato, come se invece dell'aria fossi costretto a correre in un liquido viscoso …

diciamo che sono in affanno, prima che questa metafora mi spinga su terreno troppo scabroso. Rallento un po' fino a 4' al km, ritmo che mi permette di non rantolare e, in prospettiva, di migliorare leggermente l'ora e ventisei della mezza di Cagliari. Riesco a godermi anche il percorso, quasi tutto sul lungo po, lontano dal traffico e dalle macchine …

ah sì, le macchine, a Torino l'automobile regna sovrana, ma qui, ora, non ci si disturba

con mio sommo piacere c'è anche molto fondo naturale, qualche lieve saliscendi, le pozzanghere sono dure, scivolose, sembra ghiaccio … improvvisamente mi ritrovo per terra.
Mi rialzo subito ma devo rallentare e mettermi dietro a quelli che avevo superato pocanzi per lasciar scemare un po' il dolore.

Cadere, rialzarsi, … per me è quasi routine. Indosso fieramente, con sconcertante regolarità, le croste sui ginocchi; sono simbolo di fanciullezza e perciò le tengo care.

Dove avro' lasciato la bici?
Dopo qualche minuto i dolori della caduta si mescolano ai vari indolenzimenti e si fanno dimenticare.
Finisco in un'ora e venticinque, indolenzito ma soddisfatto. Sono arrivato 25esimo su 500, non male. Certo il tempo è circa 5 minuti sopra il mio standard, ma qualcuno sostiene che con l'allenamento si possa migliorare. E allora alleniamoci: è ora di ripartire e di porsi qualche obiettivo. Il 9 febbraio, giorno del mio compleanno, si correrà la mezza di Pula. Quale migliore occasione per mettersi alla prova? Ho due mesi di tempo e vorrei scendere di nuovo, dopo un paio d'anni, sotto l'ora e venti. Velleitario? Modestamente, sì!

ps. La mattina dopo, in stazione ho incrociato un gruppo di “forconi” . Li ho osservati: giovani ma brutti, neri, sembravano più teppisti da stadio che manifestanti. Inquietante.