martedì 5 novembre 2013

Culo pesante

Qualche volta, alzandomi in piedi, ho l'impressione di turbare l'armonia dell'universo ...
A tavola.
"Martino, scusa, puoi alzarti un secondo ... ??? (aria di mistero)???" Martino indugia perplesso; allora aggiungo: "fammi vedere???" Finalmente si alza guardandosi i pantaloni con aria incuriosita. "Ecco, bravo Martino, visto che sei in piedi, puoi prendermi il sale, per favore?"
Non pensavo che potesse funzionare più di una volta ma Martino mi ha sorpreso anche in questo e, nel giro di 3 giorni, sono riuscito ad ingannarlo 2 volte; ora sono sicuro che, se riuscirò a coglierlo sovrappensiero, ci cascherà di nuovo.
La mia non è pigrizia, no.
Se il battito d'ali di una farfalla in Europa può provocare un uragano in Brasile, immaginate quale catastrofe potrebbe accadere se solo provassi ad alzarmi da questa sedia ... nooo, non vale la pena rischiare.  Non è pigrizia, è che non voglio intaccare la fragile armonia dell'universo, non voglio aumentare troppo l'entropia, non voglio uscire da questo minimo di energia potenziale che accoglie maternamente le mie natiche e le tiene appiccicate alla sedia.
E allora, per ovviare agli inconvenienti causati dall'immobilità, cerco di ingannare i miei figli o, extrema ratio, invento nuove ricette. Ho ideato una variante della cucina stocastica (link) che prevede l'utilizzo dei soli ingredienti che puoi raggiungere allungando la mano destra. L'esuberante combinazione "torta ai pinoli con gamberetti in salsa rosa" a cui ho accennato qui (link) ne è solo un esempio: tante altre me ne sono capitate.
Il tempo passa: Maria sta già facendo zapping in salotto, i ragazzi sono nelle loro camere a giocare e io sono ancora qui, a tavola, seduto davanti ai piatti ormai vuoti, con l'ultimo centimetro di vino nel bicchiere.
Non è pigrizia, è uno stato dell'animo: è pesantezza di culo.