venerdì 19 aprile 2013

Forature


Sei un ciclista e vuoi diventare triatleta?
Esci in bici di sera, e nel punto più lontano del giro, quando stai facendo inversione per tornare a casa, buca; la camera d'aria di ricambio non l'hai portata o se ce l'hai è bucata o, ancora, se hai la camera e non è bucata, non hai la pompa. Il telefono, figuriamoci, quello non lo porti mai; soldi zero, e quindi devi tornare a piedi. Sta calando la sera, e sei a 20 km da casa, ti rimane una sola possibilità: correre!
Le prime corse lunghe della mia carriera podistica me le ricordo bene: una a Strasburgo, un'altra sui colli piceni. In entrambi i casi ho corso per una ventina di chilometri, senza allenamento e con la bici a fianco.
All'epoca andavo in bici con le scarpe da tennis, comodissime per correre. Adesso uso scarpe super tecniche da bici, con delle tacchette di plastica dura o di metallo sotto la suola per agganciarle ai pedali. Con l'esperienza, ho imparato a distinguere le scarpe da mountain bike, le cui tacchette sono situate in una rientranza proprio per evitare che tocchino per terra ad ogni passo, da quelle da strada, le cui tacchette, invece, sporgono sotto la suola.
Una sera di fine agosto del 2008, in montagna a "is Cannoneris", a oltre 20km dalla macchina, mi è esploso il tubeless della mountain bike senza possibilità di riparazione. Mentre mi avviavo a rientrare camminando, ho valutato che mi restavano meno di due ore di luce e allora, come a Strasburgo e sui colli piceni, ho cominciato a correre, scoprendo con stupore che con le scarpe da mountain bike si corre abbastanza agevolmente.
Nel Settembre del 2012, un vetro si era nascosto così bene nel copertoncino della bici da strada, che ho impiegato una settimana e sette forature a trovarlo. Alla fine della settimana mi sono ritrovato senza camere d'aria di ricambio e a 30 km dalla macchina ho bucato di nuovo. In quell'occasione, ho scoperto che correre con le scarpe da strada era impossibile. Allora ho legato la bici al guardrail e ho fatto autostop. Prima una coppia di spagnoli, poi una coppia di inglesi mi hanno accompagnato fino al Forte Village, a circa 10 chilometri dalla macchina. Finita la zona turistica, finiti gli stranieri, finiti i passaggi. Dopo una lunga attesa, mi sono tolto le scarpe e ho cominciato a correre. Dopo 3 km ho cominciato a sentire caldo sotto i piedi, dopo altri 2 km avevo le vesciche, ho dovuto smettere di correre e mi sono trascinato per qualche altro km prima di trovare un passaggio da un collega.
L'esperienza insegna? Beh, come una maestra volenterosa in una classe di somari, lei ci prova!
Ieri, durante il giro su bici da strada, avevo la camera di ricambio ma non avevo la pompa, il telefono figuriamoci, quello non lo porto mai, soldi zero, e ho bucato nel punto più lontano del giro, quando stavo facendo inversione per tornare a casa. Volevo diventare triatleta? No, lo ero già. Può esserci di peggio? Sì, la foratura non era dovuta ad una spina o ad un vetro, ma il copertoncino era così usurato da lasciare uscire la camera d'aria, che si era bucata a contatto diretto con l'asfalto. A pochi metri da me, in mezzo ad una rotonda, era fermo un camioncino; lì accanto, un bel mazzo di asparagi selvatici in bella vista sulla strada aspettava di essere comprato da qualche automobilista di passaggio. Mi sono avvicinato al camionista per chiedergli se avesse una pompa; non l'aveva, ma, insieme, abbiamo cercato di risolvere il mio problema. Mi ha suggerito di usare la camera d'aria bucata come pezza per coprire lo squarcio del copertone e mi ha offerto un coltello per tagliarla. Avevo in mano sia la camera bucata che quella nuova e, in un momento di confusione, ho rischiato di tagliare quella sana. Poi, effettuata la riparazione, mi sono messo al centro della rotonda, con la ruota alzata in una mano, facendo il gesto della pompa con l'altra. Si è fermato subito l'autista di un tir, che con un compressore mi ha gonfiato la ruota. Grazie! E' stato un vero piacere trovare due persone gentili disposte ad aiutarmi disinteressatamente; le quotazioni del genere umano, sono risalite parecchio nel mio borsino. Mi sono rimesso in bici molto sollevato, ma con ancora un po' d'inquietudine, temendo che la riparazione precaria potesse cedere da un momento all'altro e facendo il conto alla rovescia dei chilometri che mancavano alla macchina: -25 fino a qui tutto bene -20 fino a qui tutto bene -15 sono già a metà strada -10 se bucassi qui arriverei vivo -5 da qui me la potrei cavare con qualche vescica -2 comincio a rilassarmi -1 ormai è fatta! 0. Dovevo festeggiare. Mi sono cambiato le scarpe e ho cominciato a correre. Cosa c'è di meglio di una bella corsetta con delle comodissime scarpe da “running”, per esorcizzare il terrore di una lunghissima corsa a piedi scalzi sull'asfalto?