venerdì 29 giugno 2018

Il crampetto del buon mattino.

Questa settimana, a partire dal lunedì o forse dalla domenica, non ricordo bene, ogni mattina mi sveglio con un crampo ad un polpaccio. Un giorno il destro, l'altro il sinistro. Martedì, per equità, si sono fatti sentire tutti e due. È una sveglia dura, dolorosa, che riporta nella realtà nel modo più crudo. Li sciolgo prendendo il piede e tirando ma, per un po', il demonietto resta là dentro, lo sento che si muove, che si rigira. Sono fastidiosi, dolorosi, sì, ma ormai, dopo 5 giorni, fanno parte di me, sono quasi domestici, basta un gesto, una tirata del piede e tornano a cuccia.
Un tempo venivano a trovarmi negli ultimi 10 km di gare lunghe e gloriose. Ricordo quello che mi si attaccò alla coscia a 3 km dall'arrivo della maratona, ultima frazione dell'ironman di Klagenfurt, dopo 10 ore di gara. Non riuscì a fermarmi; me lo portai dietro finché si staccò e mi raggiunse di nuovo solo mentre stavo lì incredulo a guardare il tempo che avevo fatto; ormai ero arrivato e anche lui, rendendo ancora più sofferto quel traguardo al mio esordio sulla mitica distanza, aveva contribuito alla gloria. Ricordo, poi, quelli che mi attanagliavano le gambe negli ultimi chilometri della ronda ghibellina; quello che invece mi buttò a terra nell'ultima discesa del trail del Marganai; quelli che mi negarono il secondo posto al trail dei cervi, … ora il mio traguardo è il letto e vengono a trovarmi lì, negli ultimi 10 km della notte.
Piccoli alien ormai lo so che abitate lì dentro e attendete le prime luci dell'alba per darmi un morso. So di essere la vostra colazione
È l'alba. Il gatto miagola per avere del cibo. Gli uccellini cinguettano salutando il nuovo giorno d'estate. I miei piccoli alien si svegliano e mi attanagliano un polpaccio. È ora; uno sbadiglio e mi alzo. Buon giorno anche a voi!