venerdì 22 giugno 2018

Sa Crabarissa 2018

Sono cotto. Forse mi sono innamorato. Sicuramente sono cotto dal sole, dalla fatica, dal vino e dal cibo. Devo scappare se voglio arrivare in un posto sicuro prima di crollare. Se no, potrei restare lì, che forse il meglio deve ancora arrivare e, “chissenefrega!” lasciarmi prendere per mano e trascinare ancora nel vortice del ballo, fino a crollare. Ma parto. Mi gioco l'ultimo barlume di energia e lucidità per cercare di arrivare a casa sano e salvo, abbandonando le quadriglie. Mentre guido verso casa, il melone si aggira, rotolando sul fondo dell'auto, segnalandomi le curve pericolose, canto e ripenso alla giornata appena trascorsa. 
Tutte le foto sono di Gavino Sole. Grazie!

Dopo i 42 km a ritmo controllato di ieri a Carloforte, mi viene da andare veloce, buttarmi giù nei sentieri per ritrovare il brivido dell'adrenalina. Supero anche Mario e Mauro e scendo come un fulmine per il ripido sentiero nel bosco. Restava qualcosa nelle gambe, un po' di brio, di forza, erano ancora un po' crude e qui ho trovato gli stimoli, la compagnia e il divertimento giusto, per cuocerle a puntino. … ma tutta questa discesa non mi torna. Mi fermo e risalgo. Per fortuna hanno sbagliato tutti e non resto solo.
In quei posti e con quella compagnia meravigliosa si trova la chiave per trasformare ogni contrattempo in positivo. Anche perdersi è occasione di divertimento e Giovanni è maestro nell'offrire percorsi personalizzati.
Si arriva sparpagliati. Ognuno col suo tragitto personale, ognuno con un numero diverso di chilometri sul GPS che, magicamente, sono proprio i km previsti dalla sua tabella. Silvio conferma. E invece chi, come me e Caterina, viaggia a “polso nudo” e non ricorda il significato di “tabella”, si ritrova, giusti giusti, quelli che gli servivano all'anima. È così, giuro!
La pelle del viso e delle spalle era arrossata dalle 8 ore di esposizione di ieri ma ancora morbida. Ora la sento che cerca di staccarsi dalla carne. La immagino croccante e succulenta, come quella del maialetto che mi trovo di fronte. Anche lui è bello abbronzato. si è cotto da solo, si scioglie in bocca. Sono seduto vicino alla fonte del vino buono, Bruno, dove il bicchiere non resta mai vuoto. Niente di meglio, niente di meno. Non riesco ad immaginare qualcosa di più. La sazietà è completa. Questa mattina, mi chiedevo se non sarebbe stato meglio restare a casa a riposare … ora so la risposta. Grazie Giovanni, grazie Caterina!



Sono cotto. Forse mi sono innamorato. Sono felice. Sono sicuro che sa Crabarissa è sempre lì che mi aspetta nella sua maestosa bellezza. L'anno prossimo ballerò ancora con lei.