venerdì 1 dicembre 2017

Vieni, Tore!


Sopravvivere è una condizione necessaria per vivere bene
Un eroe rischia la sua vita per salvare quella di altri. Chi la rischia per divertimento non è un eroe ma un incosciente. È più eroico riuscire a rinunciare al pericolo sacrificando una parte del piacere presente per quello futuro e non spaventarsi di fronte alla prospettiva di vivere cento anni da pecora. Restare vivi è condizione necessaria per provare piacere e divertirsi e chi rischia la vita commette un ingiustizia nei confronti del sé stesso del futuro che vorrebbe esistere per divertirsi anche lui. Come direbbe Brassens, morire per la gloria, va bene, ma di morte naturale.
Vieni, Tore, unisciti all'armata dei leoni inidonei. Andiamo a goderci la vita, fino in fondo, senza fretta. Chi va piano va sano e … non va molto lontano, a meno che non abbia un mucchio di tempo. Ma ad ogni differente scala di lunghezze, dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, corrisponde un mondo diverso, tutti ugualmente complessi e meravigliosi. Basta rinunciare all'infinito e concentrarsi sugli infiniti particolari del finito, rinunciare alla totalità per nutrirsi di dettagli, di ogni filo d'erba di questo prato. Sarà una nuova fase di crescita, anche se verso il basso, verso l'interno. Una fase di ingrandimento verso il minuscolo per fare di ogni sasso una montagna e poi scalarla col respiro leggero e senza affanno. Siamo già stati mille volte al di là dell'orizzonte. Smettiamo di inseguirlo, ora è il tempo di soffermarsi a guardarlo. Per i prossimi cento anni da pecora, non ci resta che rallentare il cuore, alleggerire il respiro e masticare, masticare, masticare …