domenica 3 dicembre 2017

Cagliari respira - Tutto bene, a parte me.

Tutto bene ... a parte me. Foto di Gavino Sole
“Vengo a correre se mi sveglio e non c'è arietta”. Alle 7 sono sveglio e le pale eoliche di Macchiareddu giacciono immobili: mi tocca andare. Mi guardo allo specchio: ho ancora il segno degli occhialini anche se sono 6 mesi che non vado in piscina. Avevo sentito dire: “domani dalle 8 alle 11 piove.” Il sole sfida, anzi, irride gli annunci fatti senza condizionale e i creduloni del meteo offrendoci una mattinata ideale per correre.
Dimentico tutto e comincio a pensare al fatto che, con una giornata così bella, potrei fare tutta la mezza. Dimentico me, il “tutto bene, a parte me” che sta diventando la mia risposta standard ai “come va?”.
Nell'ultimo mese, i miei lunghissimi consistevano nell'affiancare i master del mio gruppo nei 4-6 giri di pista del riscaldamento per scambiare due chiacchiere e decidere l'allenamento della serata prima di lasciarli andare e hanno quindi sfiorato i 2 km e mezzo ma l'ambiente è così familiare e coinvolgente che me ne scordo e penso ad indossare qualcosa di leggero per correre meglio.
Lo scarso allenamento poi non ha migliorato il mio quadro patologico e ogni volta che corro un po' più veloce o un po' più a lungo dei 5 giri di riscaldamento mi succede qualcosa che se fossi ipocondriaco morirei dalla paura di morire ma nel calore della grigliata di partenza me ne scordo e mi infilo davanti ai camminatori.
Con Priamo. Foto di Claudia Lazzara
Lo sparo è lontano ma in poco più di un minuto riesco a passare sotto lo striscione e inizio a superare con la mia classica progressione. Il lungo da 2km e mezzo non è sufficiente e la mia progressione imperiale si ferma ad un ritmo intorno a 4'30. Poi si ferma con i figli di Rita, poi con Priamo, Poi torno indietro a salutare Paolo. Poi con Gavino, poi ad un ristoro e di nuovo con Priamo. Sento dolorini alla schiena e alle gambe, sento i 5 kg in più e i 1000 km in meno. La maglietta nuova non basta a volare; “jumpin' jack flash” suonata dal vivo sì, ma è un voletto di pollo e mi ritrovo starnazzante a terra 20 metri dopo.
Dopo averla ignorata la prima volta, seguendo l'indicazione “21” ora non mi lascio sfuggire l'indicazione per la “6km” che mi fa l'occhiolino e curiosamente coincide con la scritta sul mio pettorale: “non competitiva”. Sono io. Ora capisco.
Gioisco per gli altri: Priamo che finisce la sua prima mezza, i bravissimi figli di Rita, tutti gli atleti della mia squadra e moltissimi altri amici, tutti contenti. Qualcuno non lo vedo da molto e ho tempo di parlarci, altri riesco solo a salutarli. Insomma è la solita bella festa e mi sono divertito davvero molto.
A parte me, è andato tutto benissimo!