martedì 26 dicembre 2017

Auguri a tutti!

2017 Un anno “primo” è finito con tutto ciò che comporta in termini di divisibilità in fattori. Non so se l'indivisibilità centri ma qualcosa mi è successo. È come se sia stato investito da un vagone. Non è crisi di mezz'età, è la mezz'età che mi si è buttata addosso.
Ho mangiato fino ad avere mal di pancia. Quando troppo buono accumulato diventa doloroso eccesso, si capisce l'importanza dell'equilibrio. Questa è la lezione del natale e ogni anno fa bene ricordarla perché si tende a buttarsi sempre nelle stesse direzioni che siano il lavoro, i soldi, lo sport, la birra o le parole crociate.
Sotto l'albero ho lasciato solo qualche “buono trasporto Cagliari-Capoterra su auto di marca tedesca”. Sembra poco ma l'anno prossimo o quello dopo varranno più di un bitcoin, in quanto, al contrario di quest'ultimo che è pieno di vuoto, contengono l'affetto di un padre e corrispondono ad un servizio reale e a tempo fisico.
Un anno “primo” ma non ultimo. Un altro seguirà e promette bene. C'è davvero ragione di essere ottimisti, perché l'anno nuovo avrà la primavera, me lo sento.