lunedì 20 ottobre 2014

Macomer, Corsa verde 21km - prologo della Sardinia Ultramarathon

Ormai, dopo 5 anni, viene quasi da dare per scontata l'ospitalità magnifica e generosa, i pasti sontuosi, la birra gratuita e senza fine, le brande preparate per la notte, l'enorme camino, la cortesia e disponibilità costante di tutti. Ho detto a Norma, “sto facendo come se fossi a casa mia” e mi ha risposto “sei a casa tua”. Mi dispiace per Baunei ma non avevo scelta, sono tornato e tornerò ancora alla mia casa di Macomer.
Dal ritrovo pre-gara fino a notte, l'argomento del giorno è la gara che si svolge poco distante, sul supramonte di Baunei, un ultratrail di 80km a cui molti amici stanno partecipando e a cui, la sciagurata scelta di data ha impedito a molti dei presenti di partecipare. Io sono fra quelli che, vista la coincidenza, ha scelto con il cuore e con lo stomaco di tornare a Macomer, anche se fra i neuroni più audaci aleggiava il sogno di essere lì a volare fra il mare e le magnifiche rocce del Supramonte. Francesco, Teo, Gianni, Flavio, Paola, Stefano sono di là e mentre siamo seduti a tavola a banchettare, li ammiriamo con un velo di invidia mista a compassione e aspettiamo curiosi notizie.
Alla partenza, Calcaterra e Pajusco sono gia' in testa
Dopo la vittoria della settimana scorsa, il mio buon momento di forma pare confermato qui a Macomer. Dopo i primi 2-3 chilometri, la prima discesa e la prima salita, mi trovo insieme ad altri 2 atleti e davanti sono solo in 3: il campione Giorgio Calcaterra, anche lui di casa qui a Macomer, Marco Pajusco e Vincenzo Tanca, tutti e tre di un'altra categoria rispetto a noi e ormai irraggiungibili. Non conosco i miei compagni occasionali, so che domani non devono gareggiare ma uno dei due sembra della mia categoria e lo voglio controllare. Nelle salite sembra un po' più forte e ci stacca ma nelle discese lo raggiungiamo. A 4 chilometri dalla fine Su una discesa in buono sterrato veloce accelero un po' e, con mia sorpresa, stacco entrambi ma subito dopo mi si slaccia una scarpa. Non posso certo continuare così fino al traguardo, manca troppo. Per non perdere lo slancio, decido allora di fermarmi ad allacciarla dopo la curva che immette nell'ultima salita ripida. Nei 15 secondi che impiego a farmi un doppio nodo e ripartire mi superano e staccano entrambi. Mi metto un po' d'impegno e li supero di nuovo facilmente.
Sulla scaletta che porta in cima al monte
Evidentemente cominciavano ad essere in crisi. Ogni tanto pensavo che mi sarei dovuto risparmiare per la gara dell'indomani ma le dinamiche di gara mi divertivano facendomi pensare ad altro. Solo nell'ultima discesa, essendo ormai solo, non ho forzato troppo. Neanche troppo poco, però, perché il tempo di oggi si sommerà a quello di domani e so che dietro c'è gente pericolosa. Arrivo in quarta posizione e primo di categoria in 1h27; 5 minuti in meno dell'anno scorso e solo 2 in più dell'1h25 che è il mio record su questa corsa.
Ero molto contento. La forma pareva buona e mi faceva pensare con ottimismo al giorno dopo. Arrivare quarto poi è una posizione di tutto rispetto che mi metteva quasi al sicuro nella sfida a distanza con gli amici a Baunei. Inoltre, sapendo che Tanca non avrebbe partecipato alla gara dell'indomani mi dava una buona prospettiva di raggiungere il podio nella combinata. Un piccolo problema però l'ho avuto: pur sapendo cosa mi aspettava, non avevo allenato abbastanza lo stomaco. Il bis di malloreddus e le 3 portate di carne avrebbero richiesto delle ripetute di preparazione specifiche e infatti lo stomaco ha cominciato ad accusare segni di stanchezza. Ho pensato di chiedere alla massaggiatrice che era lì a curare le gambe dei podisti di farmi un massaggio allo stomaco, specificando che era, fra i miei muscoli, il più affaticato. Non ho avuto il coraggio anche se, a posteriori, considerando l'automassaggio che mi son dovuto praticare la notte, sarebbe stata una buona idea.
Ora si fa dura!
Come tutte le altre volte, ho scelto di farmi una passeggiatina digestiva nel bellissimo bosco fra lecci secolari, tombe dei giganti sovrastate da fichi rigogliosi, sorgenti, salendo scalinate di pietra fino ad arrivare al tavolone in pietra sul quale, come altre volte, mi sono sdraiato ad ascoltare il ruscellare dell'acqua, i canti degli uccelli e il suono delle ghiande che cadono sul fogliame e, aprendo gli occhi, a guardare l'intreccio di rami che orna il cielo, sempre più scuro. Ormai è ora di rientrare per cena e i propositi di digiuno svaniscono alla sola vista del cibo.

Cominciano ad arrivare notizie da Baunei. Stefano si è ritirato, Teo forse si è perso no, per fortuna non si è perso, la grande Paoletta ha vinto, e Francesco? “E' stata durissima! Sono arrivato terzo”. “Io quarto. Maledetto, mi hai battuto anche questa volta!”