domenica 17 febbraio 2013

Ultra relax

Una cosa che mi piace delle 'ultra' è il clima assolutamente rilassato.
Lo scorso ottobre, ho partecipato, per la terza volta consecutiva, alla Sardinia Ultramarathon di Macomer. Il sabato c'è una mezza maratona, gara vera, con un sano agonismo che si stempera subito dopo l'arrivo e sparisce completamente durante il banchetto post gara. La sera poi restano solo i fulminati per la sessanta chilometri del giorno dopo, e all'agonismo si sostituisce un clima di complicità e rispetto-ammirazione-assecondamento reciproco. Siamo un po' come una setta. In fondo chi può capire la nostra comune passione-follia meglio di noi stessi?
Dopo la cena, la notte in camerata e la colazione ci si prepara per la gara in totale relax. Il riscaldamento l'ho fatto mettendomi davanti al camino: prima davanti, per riscaldare quadricipiti e tibiali e poi dietro per bicipiti femorali, polpacci e glutei; tanto la partenza sarebbe stata molto tranquilla.
Ai ristori poi ho potuto fermarmi a mangiare fette di torte fatte in casa. Carla, amica di famiglia, quando ero bambino diceva che se avessi guardato le ragazze con lo stesso sguardo d'amore con cui guardavo le torte, sarebbero cadute ai miei piedi. Ma questa è un'altra storia. Resta la matematica: un ristoro ogni 5 chilometri fanno 12 fette di torta, uguale 12 ottime ragioni per correre i 60 km. Quest'anno ho fatto una buona gara anche grazie alle torte. Ad ogni ristoro, grazie agli allenamenti fatti in sala da pranzo, riuscivo a recuperare 5-6 secondi su Davide, ottimo corridore, ma mangiatore un po' lento, ed a tenerlo sotto controllo. Poi l'ho anche superato, ma questa è un'altra storia (link).
Alla fine sono arrivato terzo. Quando ho scoperto che il secondo, il fortissimo Vincenzo Trentadue, era solo 40 secondi avanti a me, ci sono rimasto un po' male; mi sarebbe piaciuto moltissimo raggiungerlo, non per superarlo, ma per arrivare insieme e magari rallentare gli ultimi 5 metri per fargli un inchino come avevo fatto l'anno prima con la piccola enorme Cecilia Mora. Queste sono le ultra: lo spirito competitivo sotto sotto c'è sempre ma è sopraffatto da cose più grandi.
L'arrivo del 2011 con Cecilia Mora