mercoledì 20 febbraio 2013

Scienza da bar - Mucca o predatore?

Per scienza da bar, intendo quelle teorie che si elaborano davanti ad un bicchiere che si svuota, su argomenti di cui si sa poco e, quel poco, da fonti inaffidabili (tipo chiacchiere o programmi tv - assolutamente vietato aver letto libri sull'argomento); le teorie da bar si dimostrano facendo statistiche su se stessi (per esempio io ...) o, al massimo, su qualche amico o parente stretto (anche mio nonno ...). Io, che ho una laurea in fisica, posso fare scienza da bar solo su argomenti umanistici, o in campi scientifici, tipo biologia o medicina, in cui sono provatamente ignorante.
Le teorie da bar sono velleitarie per definizione e rientrano quindi nel tema del blog.

Dovete sapere che l'umanità si divide geneticamente in due categorie: quelli con il gene del predatore e quelli con il gene della mucca.
Quelli col gene della mucca, quando gli si abbassa il glicogeno nel sangue, sentono lo stimolo della fame e vanno a brucare qualcosa. Quando lo stimolo cessa, smettono di mangiare.
I predatori, invece, non sentono lo stimolo della fame. La voglia di mangiare viene loro alla vista del cibo o anche solo sentendone l'odore. Allora si lanciano sul cibo con un ruggito e non si fermano fino a completa sazietà.
Questa teoria è statisticamente provata. Io, per esempio, sono un predatore, come ben documentato qui. Anche mio figlio Martino è predatore e questo prova la componente genetica del comportamento.
Qualche esimio collega da bar potrebbe suggerire che il comportamento alimentare descritto sopra dimostrerebbe una maggiore affinità genica con i maiali piuttosto che con i predatori, e che quel verso somigli più a un grugnito che a un ruggito. Che teoria strampalata! Se così fosse, mi dovrei essere divertito a grufolare nel fango alla campestre di Guspini di domenica scorsa ... oddio!
Grunf.