mercoledì 6 febbraio 2013

Lunghissimo alla Forrest Gump

La settimana scorsa, non avendo gare in programma, ho potuto allenarmi cominciando a pensare al passatore. Mercoledì ho affinato il concetto del "regressivo affaticante" con un allenamento triplo concepito così: 3.5k di riscaldamento per arrivare al punto di partenza, un primo giro da 12k tirato quasi al limite, un secondo giro da 8k a "ritmo maratona" (4'15 al km) e un terzo giro da 5k, più i 3.5k per tornare alle docce, a ritmo passatore (5' al km). Fra un giro e l'altro, giusto il tempo di bere qualche sorso d'acqua. In questo modo, in una sola seduta, ho fatto il veloce, il medio e il lento. Il veloce mi serve per le gare di cross, per le gare di marzo e per stancarmi in vista del medio, il quale mi serve per preparare la maratona come pacemaker delle 3h e per stancarmi ulteriormente in vista del lento, che mi serve per il passatore.
L'efficacia di questo metodo è confermata dal fatto che sono riuscito ad andare quasi in crisi in soli 32k. La prossima volta proverò ad allungare un po' le fasi lente, portandomi però qualcosa da mangiare.
Sabato, nonostante un po' di stanchezza residua, sono riuscito a fare 4 ripetute da 1500 metri ad un bel ritmo, così domenica volevo solo sciogliere i muscoli con un'uscita tranquilla in bici ma la pioggia mi ha costretto a rinunciare. Allora ho deciso di fare una corsetta tranquilla tranquilla a piedi. Mentre mi preparo, sorprendo le mani che infilano due marmellatine in tasca; non ci faccio troppo caso ma comincio a capire che la corsetta potrebbe allungarsi. Mentre vado in macchina verso la chiesetta di Santa Lucia, decido che l'unico obiettivo sarà provare il ritmo passatore: 5' al km in pianura e in discesa rallentando in salita per tenere sempre un'andatura "facile". Mi avvio di corsa sotto una leggera pioggerella, lungo la bellissima strada sterrata che attraversa le montagne del Sulcis fino a Santadi. Il fondo sterrato, le salite leggere e il panorama stupendo ne fanno il mio percorso preferito per i lunghi; ma oggi no, non devo fare un lungo, solo una corsetta. Dopo pochi chilometri mi raggiungono Gildo e Antonio in MTB. Mi chiedono dove stia andando e sento la bocca rispondere che sto andando a bere alla sorgente di Mitza Fanebas. "Mitza Fanebas? Ma è matta?" penso. "Sono 14k solo andata, non doveva essere una corsetta?". Ma la stanchezza e i dolorini che avevo alla partenza non sono aumentati, anzi ... . Quando incrocio Benedetto, che sta rientrando verso Santa Lucia, giro con lui per scambiare due chiacchiere. Benedetto si è iscritto al passatore ed è cogliendo la sua sfida che mi sono iscritto anche io. Sarebbe la buona occasione per tornare indietro con lui ma ormai avevo deciso di bere l'acqua di Fanebas e dopo qualche centinaio di metri lo saluto e giro di nuovo. Fanebas è un posto magico; la ricca fonte, nel bosco, è a pochi metri da un torrente, che scorrendo nella roccia ha scavato pozze profonde. Indugio, corricchiando lungo le strade nel bosco e solo uno scroscio di pioggia più intensa mi spinge a rientrare. La strada ora è in discesa e il ritmo è facile facile. Troppo facile. Dopo qualche chilometro, con la scusa di andare a bere, prendo una strada laterale che segue un torrente in salita. In questa valle, più stretta, la natura mi avvolge completamente. La strada attraversa subito il torrente ... troppo presto, sto troppo bene, ha anche smesso di piovere e decido che andrò a bere al prossimo guado, un paio di chilometri più su. Ormai ho fatto 24 chilometri e ne mancano 10 per tornare alla macchina. Comincio a fare il conto alla rovescia dei chilometri mancanti e il cervello pensa "16". Aveva deciso che sarei arrivato a 40! Arrivato alla macchina dopo 34k di corsa, prendo la borraccia da dentro. Sarebbe il momento giusto per sedersi e smetterla con questa follia, ma le gambe non hanno nessuna esitazione e ripartono verso l'oasi del WWF di Monte Arcosu. I muscoli sono un po' rigidi, e il ritmo è leggermente calato ma sto ancora bene. Ho un po' paura di andare in crisi di fame e centellino l'ultima marmellatina (se avessi saputo di fare 40k mi sarei portato qualcos'altro da mangiare!). Al terzo km sono vicino all'ingresso dell'oasi WWF e decido di allungare ancora un pochino per raggiungerlo. Poi giro e rientro. 41.2 km a sorpresa senza nessuna crisi. L'impressione di poter correre all'infinito mi fa venire un leggero brivido di onnipotenza.
Le mani, la bocca, il cervello e poi le gambe, un po' subdolamente, mi hanno trascinato in questo "lunghissimo" alla Forrrest Gump. Chi sono io che commento? Sono quello pigro: il sedere.
Ecco il link ai dati gps: http://connect.garmin.com/activity/269083700