lunedì 16 aprile 2018

Villacidro Skyrace – Sottrazioni

Il corpo umano è fatto per muoversi, per correre, per saltare e non per stare seduto tutto il giorno. Altrimenti saremmo fatti come cozze, attaccati con la barba ad una sedia o come patelle, attaccati alla poltrona con un sedere a ventosa. In attesa che l'evoluzione ci trasformi in molluschi, abbiamo l'esigenza fisiologica di muoverci. Siamo fatti per quello e non farlo fa male alla salute. E io mi muovo, anche parecchio; sono a Villacidro per quello, e sto bene … beh, benino, almeno.
Mitrali = Valvole cardiache che possono essere difettose, presentare prolassi e non essere adatte all'agonismo come la mia. Non avendo il certificato, mi sono iscritto alla non competitiva per bambini, vecchietti e cardiopatici. Si parte da qui, dal mio cuore difettoso e appassionato.
Mitrali – tr = Miali
La prima sottrazione mi priva quindi della skyrace, quella dei campioni e degli eroi per partecipare alla sorella minore.
Miali è Santu e Santu “Fast Hike” Miali è un monte alto mille metri che sovrasta Villacidro. La cima è erbosa e lo sguardo si perde senza ostacoli negli spazi immensi riempiti solo dal profumo del timo selvatico; l'orizzonte è sotto i piedi e da lassù si provano sensazioni di dominio assoluto … ma prima bisogna salirci.
Miali – i = Mali
Mali, di schiena, di pancia, di piede sinistro, di ginocchio destro, contratture, scarso allenamento, cardiopatia … potrei riempire da solo un pronto soccorso e fare anche la fila. Tutto però viene sopito dal clima di gara e dagli abbracci del bosco. Anche senza forzare troppo, riesco a tenere un ritmo decente. Fa caldo e, dopo il primo chilometro, ne approfitto per togliere la maglietta e mostrare con orgoglio a tutti la mia nuova pancia. Controllo spesso i battiti apponendo il ditometro nell'apposito collo. Suona tutto regolare, continuo allo stesso ritmo e mi basta non rallentare per superare molti compagni d'avventura.
Ma continuiamo a sottrarre:
Mali – M = Ali
Ali, organi per il volo. Sono terzo e nelle salite, circa un minuto davanti a me, vedo il secondo che ogni tanto si volta preoccupato. Lo vado a raggiungere? No, preferisco non rompere questo delicato equilibrio che tiene insieme i miei pezzi. Scoprirò dopo il traguardo che era un ragazzino di 15 anni e ho fatto bene a lasciarlo davanti a me. E si arriva in cresta. All'inizio della discesa mi sento un po' goffo ma quando vedo che il mondo è tutto sotto di me, da polletto che sono, mi sento aquila e non posso non volare.
Ali – A = Lì
Sono lì, questo è l'importante. Sono uscito di casa anche oggi e sono lì a correre e poi a festeggiare dopo l'arrivo. In un modo o nell'altro partecipo alla festa, mi prendo gli applausi di questo podio minore ma sono comunque lì con loro, i fratelli maggiori, i campioni che ci mettono 2 ore e gli eroi che la chiudono morti in 6 ore e ne assorbo la grandezza, la bellezza dei volti addolciti dalla fatica.

Tutte le foto sono di Arnaldo Aru
Lì – L = I
Me, Myself and I. Alla fine delle sottrazioni, resto io, I, all'inglese. Ho conquistato un altro podio non competitivo, questa volta senza vergogna ma con orgoglio.
Mi guardo in giù. Prima, quando salivo sui podi assoluti, l'orgoglio mi gonfiava il petto, ora mi gonfia la pancia. Tutto sommato … anzi, tutto sottratto, resta quindi l'ego, che mi gonfia il ventre tanto che, ogni tanto, mi sfiata dal culo. Non fa bene trattenerlo, almeno così dicono, e allora mi lascio scivolare fuori; anche ora, che sono tornato a casa, sono ancora lì, in forma di essenza che pervade l'aria, accanto al profumo di timo, e ci resterò a lungo.

Grazie a Enrico, a tutti i volontari e a tutti gli amici per questa bellissima giornata piena di vita; fino a prova contraria, me ne restano altre 17100.