giovedì 7 settembre 2017

Appunti su un sacchetto del vomito

La noia non ispira niente. Anzi, svuota il cranio, togliendo ogni possibile ispirazione, altrimenti i sacchetti del vomito degli aerei sarebbero pieni di poesie e invece si riempiono di tutt'altro. CI sarebbe tutto il tempo per scrivere, all'andata, esprimendo le aspettative e, al rientro, bilanci del viaggio e di vita. Invece restano solo piccoli pezzetti, color pastello, espressioni di disagio interiore e turbolenze. Piccoli pezzetti, ricordi di una cena pesante, arroz de marisco, giri solitari e giri in compagnia in cui ho rimpianto la libertà e l'andamento stocastico dei giri solitari. Viaggio inutile che si può sintetizzare così: “ho spostato il culo di 6000 km per espletare una cagata burocratica”. Ecco un bel pezzetto di vomito beige. Cercavo dove metterlo ma ryanair non offre sacchetti del vomito. Per vomitare in tutto comfort avrei dovuto spuntare la casellina nell'apposito modulo on-line e, poco sotto, inserire i numeri della carta di credito. Tanto non ho niente da scrivere. Non ho fame. Odio i bagagli spaziosi. Amo sedermi, casualmente, in ultima fila e voglio entrare per ultimo. Non voglio vincere e se devo grattare, so dove farlo gratuitamente e con soddisfazione. Per vomitare qualcosa però devo aspettare il volo Alitalia Fiumicino – Cagliari.
Ciampino – Fiumicino. Qualunque sia il tempo a disposizione per il cambio di aereo, riesco ad arrivare in ritardo. Sempre. È la mia specialità. All'andata ho dovuto spronare il tassista, al ritorno l'autista del bus e l'ho fatto così bene che erano più agitati di me. Quelli di noi, cresciuti nell'incoscienza, che sono sopravvissuti, sono pieni di risorse e quasi sempre riescono a cavarsela.
Ora ho succo d'arancia, taralli e sacchetti del vomito gratis. Devo inventarmi qualcosa da metterci dentro.
Arrivato a Lisbona, dovendo trovare un distributore per fare il pieno prima di restituire l'auto al noleggiatore, mi sono affidato ad Eloise. “Alla rotonda prendi la quarta uscita per fare inversione a Q” “A U, si dice a U!” “Fidati, è a Q! Guarda la mappa ... sembro stupida ma credi che non conosco l'alfabeto? Al limite a O … ” Ecco un pezzetto di vomito rosa.