domenica 17 settembre 2017

50 ragioni per fare sport – 13. Per il gusto della birra.

Ci sono delle “ragioni per fare sport” che si scoprono facendolo e altre che si scoprono quando si smette. Il gusto della birra l'ho sentito crescere con l'allungarsi delle corse e scemare ora che ho smesso.
Nel corso di una gara o di un allenamento di lunga durata, durante le prime ore si può bere di tutto: sali, coca, perfino acqua. Dopo un paio d'ore, i sali diventano nauseabondi. Fra la terza e la quinta ora, anche la coca risulta troppo dolce e facendo esplodere le borracce, si appiccica ai peli in modo disgustosamente promiscuo. L'acqua va giù, si spruzza sulle ascelle e va giù, ma à poco nutriente. Non rimane che la birra che, invece, diventa sempre più buona. E non dev'essere quella cruda di san daniele o del monastero dei padri della fonte del miracolo meraviglioso … anche l'ichnusa da macchiareddu martire diventa squisita; anche se non è fresca, perfino quella al limone! Il leggero tono alcolico risulta sia nutriente che leggermente anestetico: benedetto intontimento. L'immaginazione proietta, sull'osso frontale interno, tuffi in piscine piene di birra freschissima e di ragazze in bikini che ridono perché le bollicine fanno loro il solletico all'ombelico … . Non basta fare footing; è un livello di coscienza che si raggiunge solo intorno al 50esimo km e alla quinta birra. 
Ora, sono tornato come prima di correre; la birra dev'essere fresca, di qualità, e cerco di evitare di fare bagni dentro di essa.
Per ritrovare il vero gusto della birra, non basta il footing; bisogna fare SPORT!

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