domenica 13 novembre 2016

Corri, Molentargius, corri ...

Ogni cambiamento è riposante in senso lato, in quanto allontana dall'attività consueta anche se solo per intraprenderne un'altra. Dopo mesi passati a resistere per scavalcare catene montuose, da due settimane ho ripreso a cercare la velocità dimenticata e anche questo è riposo.
Tenendomi alla ringhiera con la mano sinistra e appoggiandomi al muro con la destra, riesco a scendere le scale e ad uscire di casa per recarmi al parco del Molentargius a Cagliari. Quale occasione migliore di una gara piatta di 12 km per cercare la velocità smarrita? Non sarà facile; le gambe sono irrigidite dai DOMS. Per andare veloce, dovrei curare queste gambe indolenzite o stordire la testa per scordare questi dolori; cercasi citrullina, cretinina o amminoacidi a corna di cervo in fioritura. Oppure sole e aria di festa.
Foto di Francesca Erbì

Foto di Gavino Sole
Dopo un breve riscaldamento, sono sulla linea di partenza. Gioco d'azzardo: non so come andrò ma punto su di me. Tutto sul “501”, rouge, dispari! Les jeux sont fait. Il primo chilometro scorre in 3'50, un bel ritmo anche se moltissimi sono avanti a me. Il podio della categoria è almeno 100 metri avanti. Non mi azzardo a cercare di raggiungerli, sto già correndo troppo veloce. Aspetto invece come un avvoltoio che almeno uno dei tre ceda per soffiargli onore e premi. Cedono in due; prima Paolo, poi Luigi mentre Angelo aumenta il ritmo e sparisce in avanti. Io mi barcameno intorno al limite delle mie attuali possibilità. Più che cercare la velocità, cerco di resistere alla lentezza, che mi vorrebbe fare arretrare il busto, come a cercare la poltrona, e accorciare i passi come se dovessi anche oggi scavalcare montagne. Riesco a mantenere un ritmo appena superiore al limite della lentezza, 15km/h, e pure ad accelerare in vista del traguardo.
Ventitreeseimo su oltre 500 atleti al traguardo e quello di cui vado ancora più fiero, primo assoluto al buffet, con un tempismo da buffettaro doc. Purtroppo non posso indugiare fra tutte queste torte salate e dolci; devo salire sul podio e poi tornare a casa e così salta il secondo giro del buffet. Pazienza; mi dispiace partire e lasciare la festa, il sole, il cibo, la fatica, gli amici e il divertimento ma ritroverò tutto e tutti a Uta la settimana prossima
Tutto questo riposo mi sta distruggendo le gambe ma è divertente; non bisognerebbe mai smettere di cambiare.