domenica 6 novembre 2016

Cronache dalla casa di riposo – Il weekend di corse

Prima settimana di riposo della mia nuova vita. Ormai il corpo giace come un mucchietto di membra ora sul divano, ora sul letto e solo ogni tanto si ricompone esprimendosi compiutamente con una corsetta, una breve pedalata o 45' in piscina a imparare la bracciata perfetta. Intanto mando il mio spirito ad aleggiare in giro al posto mio.
Sabato era a Berchidda, ad aleggiare sui 37 km delle splendide vie del carbone, osservando il successo del grande Filippo e i bei risultati degli amici Davide, Enrico e Stefano oltre che ammirare le gesta degli instancabili Teo, Giuseppe, Vincenzo, Ivan, Gigi e Manuela qualcuno con me al triathlon della settimana scorsa, altri a Macomer, per non parlare di Agnese che era con me dappertutto e ancora non si ferma! E poi a inzupparsi di zuppa berchiddese … spirito incorporeo? Ancora un po' e diventa più grasso del corpo.
Il mio spirito si è poi spostato aleggiando ad Ozieri e questa volta sul serio. Il mio odore si spande sulla cittadina logudorese proveniente da un sacchetto pieno di particelle di spirito glorioso ancora attaccate ai vestiti che avevo dimenticato davanti al camino di Macomer ad asciugare il sudore della ultramarathon. La gloria, dopo tre settimane, comincia a puzzare di ascella e Tonino ha portato questo spirito sperando di liberare Macomer dall'odore e di trovare qualcuno che me lo potesse riportare. E il mio alone di gloria ora ricopre Teo e Gigi, anche oggi in gara nella mezza maratona! E gloria anche per i miei compagni di categoria Flavio e Bruno che dopo avermi stroncato a Macomer fanno risultati sempre più strabilianti: 8o in 1h19 Flavio e 13o in 1h20 Bruno. Tempi che io facevo negli anni 2008-2012; eh sì, erano bei tempi quelli.
E poi, mentre il corpo si sposta a fatica dalla camera da letto al divano di fronte alla tv, lo spirito vola, attraversando raggi catodici, su New York, a correre la Maratona più famosa del mondo. Laggiù dove l'abbraccio del pubblico annulla la percezione della fatica. È una sensazione che ho provato a sprazzi e che, nonostante l'avversione che nutro per le mode, volevo provare appieno a New York; e come provarla meglio che indossando con il mio spirito le gambe di Gebresselasie? Intanto, un altro amico instancabile, Luca, dopo Macomer, dopo il triathlon, indossando le sue gambe personali sta arrivando ora la traguardo. Grande!
Ecco, il mio sforzo è finito. Ora sono troppo stanco per la briscola; mi vado a fare un eccitantissimo solitario e poi a nanna.