giovedì 10 dicembre 2015

Se avessi una grande pancia …

Se avessi una grande pancia … me ne starei seduto con un gran sorriso a distribuire grandi verità. La seconda, forse, sarebbe questa:

Il fenomeno dell'immigrazione è un fenomeno fisico.
Dove c'è un gradiente di benessere, c'è un flusso di persone. Esattamente come il calore che dal caldo fluisce verso il freddo, l'uomo da dove si vive male si sposta a dove si vive meglio. Per ridurre il flusso allora, continuando l'analogia, si potrebbe forse mettere un buon isolante, tipo un doppio vetro, nel mediterraneo. Fino a qualche anno fa, il mediterraneo era già di per sé un buon isolante. Ora non lo è più perché qualcuno ha scoperto che con un investimento di mille euro per comprare un barcone se ne ricavano migliaia trafficando persone. E non è combattendo i trafficanti che si risolve il problema; è come nella lotta alla droga: appena dieci trafficanti vengono arrestati, ce ne sono altri dieci pronti a prendere il posto che si è liberato sul ricchissimo mercato.
Allora, se non si può mettere un isolante, l'unica soluzione per frenare il flusso è ridurre la differenza di benessere fra europa ed africa e ci sono due modi per farlo: i) star peggio noi o ii) far star meglio loro.
i) lasciamo la finestra aperta; lasciamo che il flusso prosegua e, condividendo le nostre risorse con gli immigrati, diventeremo più poveri mentre quelli rimasti in africa saranno in meno a distribuirsi le risorse e diventeranno più ricchi. A un certo punto il benessere raggiungerà l'equilibrio e il flusso si arresterà. Anzi, se organizzassimo noi, legalizzandolo, il trasporto di persone attraverso il mediterraneo, ci guadagneremmo qualcosa.
ii) investiamo in africa, non per sfruttarla come abbiamo fatto finora ma per favorirne lo sviluppo. Per esempio potremmo aiutarli a trasformare tutto quel sole che arriva sui deserti in energia elettrica o in idrogeno per poi comprarlo da loro.
Le opzioni sono queste, non ce n'è una terza.
Ma io non ho una grande pancia e me ne sto qui, in silenzio, ad ascoltare le farneticazioni degli stolti