lunedì 6 aprile 2015

Preparazione per l'ironman. Seconda fase: esercitazioni di zona cambio.

Da qui al 26 settembre, tutte le mattine farò una seduta d'allenamento di zona cambio.
Finora i miei tempi di transizione sono stati disastrosi. Quando, prima della gara, preparo la zona cambio, sono sempre pieno di dubbi … e se piovesse? E se facesse caldo? E se avessi fame? E se mi colasse il naso? … e rimando molte scelte al momento della transizione. Come la borsa per il pic nic di una vecchia zia ansiosa, la mia zona cambio si riempie di oggetti indispensabili in eventualità remotissime e invece delle 3 cose fondamentali che hanno i miei vicini, mi ritrovo con un mucchio di ciarpame. Il tempo della transizione allora si dilata, sia per scegliere fra le diverse opzioni o anche solo per cercare, nel mucchio, gli oggetti davvero importanti.
Se il 26 settembre vorrò fare una buona gara, non potrò permettermi di perdere 4-5 minuti solo per infilarmi un casco e delle scarpette. Allora ho preparato un piano di allenamento quotidiano.
La sera, ritornando alle abitudini di gioventù quando per non buttare i vestiti per terra li ammucchiavo sopra le scarpe, sistemerò i vestiti ai piedi del letto, formando un mucchietto il più possibile ordinato: alla base le scarpe con le calze infilate dentro, sopra la maglia, i pantaloni e in cima, come bandiera sommitale, le mutande.

La mattina ci sarà l'esercitazione vera e propria. Nessun dubbio sui colori, nessuno sguardo alla finestra per verificare l'adeguatezza del vestiario al clima, neanche una passata della biancheria accanto al naso per controllarne il tono olfattivo. Non sarà facile ma dovrò fidarmi delle scelte del me stesso del giorno prima e pensare solo ad indossare tutto il più velocemente possibile. E se mi dovessi ritrovare con le mutande al rovescio, andrò avanti lo stesso. Fino in fondo. Fino alla finishline!