giovedì 16 aprile 2015

Correre a … Bruxelles.

Il bel passaggio al Mont des arts, un po' in stile “trail urbano” con qualche facile scaletta, porta al parc de Bruxelles. Una piccola contrattura al polpaccio, forse conseguenza della maratona corsa domenica scorsa o dell'overdose di rosticciana (all you can eat) e birra di ieri sera, mi ruba qualcosa all'eleganza del passo. Il parco non è niente di che ma si corre bene; 3 giri in cerca di una fontana e di un runner decente da sfidare ma non ho trovato né l'una né l'altro. Mi avvio allora verso il “parco del cinquantenario” attraverso i palazzoni dell'unione europea. Come corsa turistica non sarebbe male, non fosse per il traffico congestionato della strada accanto, che inquina naso e orecchie. Divertente invece passare attraverso gruppi di “congress men” in giacca e cravatta. Al parco mi inserisco nel flusso di podisti seguendone la corrente lungo un giro ben definito. Fa caldo e ho sete. Continuo invano a guardarmi intorno in cerca di una fontana e dopo un primo giro esterno del parco, esco dal flusso e mi dirigo verso i giochi dei bimbi, sicuro che almeno per loro un rubinetto ci sia. Chiedo anche ad un paio di mamme ma senza risultato. Vorrei quasi sgridarle perché non fanno bere i loro figli. Dopo aver vagato invano per un quarto d'ora, la trovo nascosta in un angolo come fosse una latrina. Una volta dissetato riparto per un altro giro di sfida. Ho le unghie degli alluci schiacciate, ne va del mio stile, ma la velocità non ne risente e quando supero i podisti locali, loro non reagiscono. Dominio assoluto. Esco dal parco del cinquantenario e ripercorrendo a ritroso la strada di prima torno al parco di Bruxelles. Un ultimo giro, giusto per ribadire il mio predominio sul territorio conquistato poc'anzi e poi giù dalle scale e, su marciapiedi affollati, fino all'albergo.


Correre a Bruxelles: piacevole, come sempre correre. Consigliato, se vi piace vincere facile.