sabato 4 aprile 2015

Preparazione dell'ironman. Prima fase: la tagliatella fritta.

Dopo quel clic e fino al 26 settembre, tutte le mie azioni saranno finalizzate ad un solo traguardo: la finish line di Mallorca.
La prima fase della preparazione per l'ironman prevede l'accumulo di riserve energetiche. Senza energia non c'è movimento e senza muoversi è difficile fare i 226 chilometri di gara. Questa è forse la fase più dura: bisogna fare sacrifici, soffrire mal di pancia, sonnolenza, pesantezza; non è facile accumulare riserve, ci vuole uno sforzo dedicato e coordinato di tutto il corpo ma, come detto prima, sto facendo tutto il possibile per quel traguardo. Approfittando delle vacanze pasquali, mi sono recato appositamente alla “food clinic” di “nonna” Carla, la mia suocera marchigiana specialista nel riempimento di serbatoi addominali, per una “full immersion” di 4 giorni nel cibo.
Sta andando meravigliosamente. Già al secondo giorno mi sento gloriosamente appesantito e ho assorbito e metabolizzato uno dei pezzi forti del suo repertorio: la “tagliatella fritta”. Trattasi di tagliatelle condite con un ragù bianco, besciamella, mozzarella … aspettate, bloccate la salivazione, non sono ancora pronte … si fanno a palline, si impanano (farina, uovo e pan grattato) e si friggono. Poi si ricondiscono con un ragù rosso, parmigiano abbondante e finalmente sono pronte.

Quando, dopo i primi chilometri della maratona finale, gli atleti accanto a me cominceranno a vacillare vuoti di energie, io tirerò fuori le chilocalorie più gustose del mondo e con una sgasata ripartirò lasciandoli sul posto ammutoliti.