domenica 19 aprile 2015

Correndo con l'Armando

Yappapirapirapira pappirapirapa.

Venerdì, ho bevuto una birra con Benedetto e abbiamo fatto due chiacchiere. Mi ha rivelato il suo segreto per non ritirarsi quando è molto stanco: “basta cantare mentalmente una canzone … è importante scegliere la canzone giusta. Non fare come Gavino che ha scelto una canzone di Crosby Stills Nash and Young, io con quella mi sarei ritirato subito; meglio una canzonetta italiana”.
Benedetto ha corso più di 8 ore consecutivamente. Io mai. Perciò prendo molto sul serio i suoi consigli.
Per prepararmi, come un vero professionista, al lunghissimo che mi aspettava domenica mattina, ho dovuto scegliere e studiare una canzone da portarmi nella testa a farmi compagnia e, fra il mio scarsissimo repertorio di canzonette, ho scelto “L'Armando” di Enzo Jannacci e Dario Fo.
Stamattina la sveglia suona alle sei meno un quarto. La caffettiera mi aspetta luccicante sull'asciugapiatti. La preparo in fretta e la metto sul fuoco. Prima ancora di sentire il gorgoglio del caffè, vedo un po' di schiuma che si affaccia dal beccuccio. Oggi è venuto particolarmente cremoso, penso. Poi, il sapore di detersivo per piatti mi ha fatto capire quale fosse l'ingrediente segreto ma ho fatto finta di niente e inghiottito.
Alle sette del mattino siamo io, Francesco e Teo: “quelli veloci”; Efisio, Gigi, Salvatore, Donatella, Luca e Manu, “quelli lenti”, erano partiti mezz'ora prima.
Il programma prevede una sessantina di km quasi tutti su asfalto con una salita importante e una successiva lunga discesa da ripercorrere a ritroso al rientro con le salite che diventano discese, le discese salite e i saliscendi scendisali.
La prima salita passa via piacevole nel fresco del mattino e delle gambe, fra panorami e boschi; passiamo la spettacolare tomba dei giganti di “is concias” e ancora più su fino ai 700m della “piana dei cavalli”. La discesa è più lunga, e alterna tratti ripidi con tratti quasi pianeggianti, diversi guadi e qualche breve risalita. Dopo aver recuperato “quelli lenti”, approfitto del vantaggio che ho sugli altri per fermarmi dietro ad un cespuglio con grandi ambizioni ma modestissimi risultati. Vedo tutti che sfilano via ma provo ad insistere in attesa del “big one”. Sento bolle di sapone uscire ma non faccio in tempo a voltarmi per vederle che scoppiano. Ecco l'effetto combinato di caffè e sapone per piatti! Devo rinunciare ai miei propositi elefantiaci e quando ricomincio a correre sono tutti spariti avanti a me. Sono già stanco e ci stiamo ancora allontanando dalla macchina. Sono solo ed è il momento di tirare fuori l'Arma segreta o, meglio, “l'Armando” segreto:

Era quasi verso sera, ero dietro, stavo andando,
che si è aperta la portiera, è caduto giù l'Armando
Commissario, sa, l'Armando era proprio il mio gemello
però gli volevo bene come fosse mio fratello.
Stessa strada, stessa osteria,
stessa donna, una sola, la mia,
ma che delitto di gelosia
io c'ho l'alibi a quell'ora sono quasi sempre via.

Provo anche a cantare a voce alta ma richiede troppo fiato e non serve, basta farla girare in testa con il “repeat” inserito. Piano piano io e l'Armando recuperiamo posizioni, alienandoci dal caldo crescente, dai viadotti opprimenti e dal traffico fino ad arrivare a due passi dal mare. Mi piacerebbe toccare l'acqua ma abbiamo raggiunto il giro di boa.
Al rientro il gruppo si sgrana, il caldo è pesante e le gambe pure. Davanti a me solo Francesco con il cane Togi, mentre io lo seguo con l'Armando:

Commissario, sa, l'Armando mi picchiava col martello,
mi picchiava qui sugli occhi per sembrare lui più bello;
per far ridere gli amici mi buttava giù dal ponte
ma per non bagnarmi tutto
mi buttava dov'è asciutto.

In salita, mi viene da respirare ogni tre passi, ma l'Armando non è un valzer e il ritmo è sballato. Devo rallentare per respirare ogni 4 e far compagnia all'Armando.
La stanchezza della salita, lascia posto ai dolori muscolari della discesa, ma non sono solo. Anche l'Armando è un po' sballottato e risente dei 50 “repeat” andando ormai con le strofe in ordine sparso. Ma è fatta, siamo arrivati alla macchina. 58 km e 2000m di dislivello.

Yappappirapirapira pappapirapirapà