domenica 22 marzo 2015

Il gusto particolare dell'ultima volta

Le prime volte sono eccitanti, hanno un gusto forte, nuovo e sorprendente, leggermente asprigno e piccante.
Dopo i primi cinquant'anni, le “prime volte” cominciano a scarseggiare. I secondi cinquanta si popolano di “ultime volte”. Invece di imparare, si disimpara o, più semplicemente, passa la voglia o, ancora più semplicemente, finisce il tempo.
Anche le ultime volte hanno un gusto particolare, complesso, con un retrogusto amarognolo ma, in fondo, piacevole che ce le fa godere di più.
Facendo girare al contrario il nastro della vita, le ultime volte diventano prime anche se il suono sembra diverso: parte smorzato e finisce di colpo. La prima è netta, l'ultima è sfumata e a volte si ripete con l'eco. Quante ultime sigarette sono state fumate o quante verginità riacquistate?
Comunque sia, quest'anno andrò a correre il passatore consapevole che sarà l'ultima volta. Quando affronterò quella lunga salita, in qualsiasi condizione, fatica, caldo, freddo … passerò ogni paese, ogni tornante, ogni maledetto chilometro con la consapevolezza del fatto che non accadrà mai più. Il sollievo dell'ultimo giro si mischierà a quel pizzico di tristezza che sempre accompagna gli addii, ma la nostalgia non mi toglierà un bel sorriso di liberazione. E, se ci arriverò, sarà la prima e ultima volta che correrò nel silenzio della notte fra le lucciole dei corridori e quelle degli insetti, e al piccante della prima si unirà l'amarognolo dell'ultima in un tripudio di sapori.
Non vedo l'ora.

L'ultima.