giovedì 7 gennaio 2016

Cellulare scarico

Il cordone ombelicale con il mondo è improvvisamente interrotto. Ogni minimo problema diventa enorme perché tutte le soluzioni possibili sono improvvisamente collassate: impossibile chiamare amici per avere aiuto, impossibile consultare internet, forse basterebbe farsi prestare un cellulare carico da un passante per chiamare ... chi? L'unico numero che ricordi a memoria è il tuo, gli altri sono rimasti prigionieri del silicio. E ti trovi lì, con la sola forza della tua intelligenza che non hai mai usato per risolvere problemi – smart senza card, e la sola memoria molle del tuo cervello dove hai evitato di immagazzinare dati rilevanti. Ti ritrovi così in una specie di coma semiprofondo e non puoi fare altro che sederti su una panchina tenendo attive le funzioni vitali di base, in attesa di aiuto.
Ieri, non avendo visto arrivare Francesco con l'ultimo pullman da Cagliari, ho provato a chiamarlo al cellulare ma risultava scarico. Ho allora immaginato la scena e sono andato a cercarlo sulle panchine della piazza della stazione, dove infatti l'ho trovato seduto con lo sguardo fisso nel vuoto.