martedì 27 agosto 2013

Triathlon olimpico "Lago del Mulargia"

Cominciamo dalla fine. Prima di tornare a casa, sono passato a salutare e a complimentarmi con Giovanna Caria, presidente della società organizzatrice, la quale mi ha chiesto subito se avessi critiche o suggerimenti per migliorare la gara o il buffet. Bravissima! Il 90% degli organizzatori si offende per le critiche e lei, invece, le chiede! Sul momento non mi era venuto in mente niente. A posteriori però c'è una cosa che non mi è piaciuta: il marchio della serie di gare “bad triathlon experiance". Perché chiamarla così? E' un richiamo per masochisti? A parte l'errore di ortografia, perché si definisce, da sola, "brutta esperienza"? Per me è stata una esperienza bellissima, a partire dalla frazione di nuoto, nel pittoresco lago del Mulargia che mi è piaciuto così tanto che ci sono stato dentro per quasi 40 minuti, fino all'ultima frazione, forse la più dura, quella del porchetto arrosto.
Sono soddisfatto? Difficile essere soddisfatti dopo il penultimo posto nel nuoto e il 46esimo finale su 89 partenti ma ci sono riuscito. La soddisfazione dipende dalle aspettative e, questa volta, le aspettative erano davvero modeste.
Sono abituato a nuotare nel "didietro" del gruppo e, persino, nella coda con gli ultimi disperati ma trovarmi, dopo appena 2 minuti, da solo, con la schiumetta della coda del gruppo che si allontanava velocemente davanti, è stata un'esperienza nuova. E' stata la mia prima gara senza muta; forse, per questo, i peli delle gambe si impigliavano nell'acqua. Forse le tasche del mio vecchio completino, ormai slabbrate, con spirito di rivalsa senile, cercavano di portarsi dietro tutta l'acqua del Mulargia. Forse invece avrei dovuto nuotare almeno un po' nell'ultimo mese per non perdere completamente il già scarso allenamento, ma ero in trentino e non ero riuscito a trovare il mare. Di fatto, non andavo avanti. La gara, con la sua carica di agonismo e le botte ai giri di boa, dopo poche bracciate era già lontana avanti a me; non mi restava che farmi una passeggiata. Di positivo c'è che non sono affogato, anzi, non ero neanche affannato o preoccupato. Le boe le vedevo bene, l'acqua era tiepida e mi è perfino piaciuto fare questa bella nuotata nel lago, intorno all'isolotto.
All'uscita dall'acqua, mentre risalivo il ripido scivolo dell'imbarco, ho chiesto: "sono primo o ultimo?" "Sei penultimo. Quello è l'ultimo" mi hanno risposto indicando un puntolino schiumoso ancora 300m al largo nel lago. E infatti in tutta la zona cambio c'erano solo due bici, proprio una di fronte all'altra come per tenersi compagnia. Per avere almeno un obiettivo da conseguire e recuperare così un minimo di carica agonistica, ho fatto un rapido conto: per arrivare nella prima metà del gruppo, quella dei forti, dovevo superare più di 40 concorrenti. Facile a dirsi, ma davanti a me non si vedeva proprio nessuno da superare. Solo dopo una decina di minuti ho cominciato a vedere un ciclista che arrancava su per la salita. Raggiunto, superato, salutato e aggiornato il contatore di sorpassi. Poco dopo altri due, poi uno fermo a pisciare (vale anche quello) una donna (vale anche quella) e il contatore piano piano continuava a salire. Qualcuno lo salutavo, altri li incoraggiavo e il contatore scattava sempre. Mi sembrava di andare bene, muscoli cuore e polmoni erano ben impegnati ma senza sofferenza. Non conoscevo il percorso e mi è piaciuto molto. Panorami mozzafiato, salite spaccagambe, discese rompicollo e quasi nessuna macchina rompi....e. A very good experience. Alla fine il contatore segnava 38k, 1h28, 1000m di dislivello e 30 sorpassi.
La corsa l'ho iniziata con molta cautela. Da un paio di settimane ho un dolorino al tendine di achille che durante le ultime uscite sembrava peggiorare. Peccato, perché la prima parte del percorso, uno sterrato un po' sconnesso in discesa era l'ideale per le mie doti di rompicollo. In salita ho forzato un po' di più ma senza mai esagerare. Mi pareva di andare piano, ma i concorrenti che superavo correvano molto più piano di me. Erano però troppo pochi, il contasorpassi scattava solo sporadicamente e la gara troppo corta per poter raggiungere il mio obiettivo motivazionale. Ho preferito allora rinunciare all'obiettivo e finire la gara con prudenza.
Achille mi ha ringraziato, esprimendosi con un dolorino molto delicato ed io l'ho ringraziato a mia volta concedendogli una settimana di riposo e di ghiaccio: io e i miei pezzi ci vogliamo molto bene. Però adesso basta con tutte queste smancerie. Ottobre si avvicina con la Sardinia ultramarathon dove ho il podio da difendere e il triathlon medio del Forte Village la settimana dopo: è ora di cominciare a fare sul serio!
Ah, quasi dimenticavo le quattro frazioni del buffet! Ne parlerò nell'apposita guida.