domenica 9 luglio 2017

Sputi – Non abbiamo il dovere morale …


Avevo scritto che non mi sarei confrontato con le dichiarazioni di Renzi &C ma è lui che mi ha evocato scrivendo la parola “morale”.

Il principio etico del “vivere bene” si può enunciare così: “dato un insieme A, un'azione è buona se come conseguenza di questa azione il benessere medio degli elementi di A aumenta”. Questo principio vale a molti livelli. L'insieme A può essere il singolo individuo, la famiglia, la nazione, l'umanità … Ovviamente esiste una scala di valori: l'insieme successivo contiene tutti quelli che lo precedono rendendo, ad ogni passo, il principio sempre più generale. Salendo la scala dei livelli, si va dalla meschineria del livello individuale alla grandezza di quello umano.
Questo sistema di scatole cinesi si ripropone logicamente come sistema d'organizzazione sociale. L'individuo cerca di vivere il meglio possibile –> rispettando le regole di un'organizzazione familiare volta a rendere la vita migliore ai componenti della famiglia –> rispettando il regolamento del condominio in cui vivono che massimizza il benessere dei condomini –> nel rispetto delle leggi dello stato che dovrebbero garantire la miglior vita possibile ai cittadini della nazione –> nel rispetto delle decisioni di un'organizzazione mondiale che dovrebbe garantire che sia l'umanità nel suo complesso a stare bene. Purtroppo nel nostro pianeta, il livello più alto non esiste o, meglio, è come se non esistesse in quanto non è propriamente democratico e non ha i mezzi per far rispettare le proprie decisioni. Quindi, se è vero che chi governa una nazione dovrebbe agire per ottimizzare il livello di vita dei suoi cittadini (elettori), l'insufficienza del livello superiore di controllo pone un problema etico - sociale importantissimo.
La soluzione, ovvia, sarebbe creare un governo mondiale in grado di decidere democraticamente per il bene di tutti e in grado di far rispettare le sue decisioni. Questo, secondo me, andrebbe fatto con ogni sforzo e il prima possibile; ne va della salvezza del pianeta. Invece ci si barcamena con frasucce ambigue.
Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo.
Dipende. Se tu fossi un UOMO, il dovere morale di contribuire al benessere di altri UOMINI lo avresti. Se invece appartieni al sottogruppo degli “uomini italiani” tale dovere non sussiste più se non nei confronti di altri “uomini italiani” ma è una piccineria. Limitare così l'insieme di riferimento, distinguendo fra “noi” e “loro”, è lo stesso ragionamento che usano per giustificare le teorie razziali. Dal punto di vista dell'interesse politico e dell'organizzazione sociale, il discorso è diverso, come discusso sopra, ma come “morale” risulta di livello piuttosto basso e questa volta credo che Francesco sia d'accordo con me.
Poi ci sarebbe anche molto da dire su “aiutarli davvero a casa loro”; eh sì che ne avrei da dire! Ma ho la gola secca, la saliva mi serve e mi devo trattenere da ulteriori sputi.

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