domenica 22 novembre 2015

Uta - Camminata ludico motoria.

Foto di Tore Orrù
Stamattina mi sveglio, guardo l'orologio e decido di andare a Uta dove si corre la Maratonina. L'anno scorso avevo partecipato alla “corsa non competitiva” sprintando con i ragazzini, quest'anno la degenerazione continua e partecipo alla “camminata ludico motoria” che comunque è meglio della “camminata statica” dell'anno prossimo.
L'idea è semplice. Nello spirito della manifestazione, voglio provare a muovermi camminando ludicamente a 3'54 al km per due giri del percorso (poco più di 14 km). L'esecuzione è molto più complessa. In quanto “camminatore” sia pure “ludico motorio”, mi tocca partire dietro i 700 “atleti competitivi” e, per almeno un km e mezzo, resto imbottigliato e come uno spumante ben scosso, appena trovo spazi liberi, mi tolgo di dosso la faccia da sonno e schizzo dietro al tappo. Poi c'è il vento. Poi ci sono i km tomtom che sono diversi dai km garmin e a quelli del percorso e viaggio quindi a velocità misteriosissime come i neutrini del Gran Sasso. Poi c'è il “ludico” che mi obbliga a scherzare con gli amici che raggiungo. E poi, poco dopo il sesto chilometro, un volontario sul percorso ci dice che quella partenza era falsa e che si riparte fra poco. Questo sì che è un bello scherzo ludico motorio. Molti competitivi l'hanno presa male. A me invece scombina solo mesi di preparazione concepita un'ora prima della partenza e invece di un medio da 14 mi tocca fare un 2x7 che sembra uguale ma è tutt'altra cosa. Come i competitivi rabbiosi, rivoglio indietro i miei 8 euro per ripagarli con 2x4 euro. Comunque, dopo oltre mezz'ora di attesa si riparte. I muscoli sono rigidi, invece il percorso, grazie alla passata di acido che ha sciolto metà dei competitivi, si sgorga prima e riesco a trovare il mio passo dopo un solo chilometro. Ma c'è ancora il vento; i neutrini del Gran Sasso, con la scusa che è una non competitiva, si rifiutano di superare la luce o forse rispettano solo la doppia striscia continua tracciata da Einstein nel tunnel scavato dalla Gelmini. Insomma, c'è confusione là fuori, ma è una confusione ludico motoria e mi diverte. Nei pressi dell'arrivo incrocio il marciatore Nello, lo collego mentalmente con la “camminata” e, per un attimo, ho la tentazione di arrivare a passo di marcia. Una pacca sulla spalla agli organizzatori che, dopo 19 edizioni praticamente perfette, sono incappati nel tipico “incidente”. Esattamente come il mio “trail di Capoterra”, incappato nell'incidente proprio prima delle prossime 19 edizioni perfette.