lunedì 10 giugno 2013

A caccia del bosone

Sabato pomeriggio, sono andato con Martino a vedere una conferenza del fisico del CERN Guido Tonelli, che ha parlato del bosone di Higgs, dell'esperimento che ha guidato per scovarlo, dei misteri irrisolti della scienza, della ricerca ...
Bravissimo Guido. E' riuscito, se non proprio a farci capire, sicuramente a farci immaginare quelle minuscole meraviglie che dominano il nostro universo. Che bello, ci si è aperto un mondo di immaginazione. Ho immaginato che siamo tutti leggerissimi e solo i bosoni ci appiccicano addosso la pesantezza. Forse, pedalando in salita, basta scrollarsi di dosso qualche bosone per non fare fatica. Ho immaginato la caccia al bosone come una specie di caccia al cinghiale con due squadre, CMS e Atlas, per scovarlo, circondarlo, sparargli pallettoni adronici, e finalmente cucinarselo allo spiedo. Tutti, nel pubblico, abbiamo immaginato qualcosa. Qualcuno ha perfino immaginato che un bambino, per fuggire alla violenza dei genitori, si fosse rifugiato nelle dimensioni extra dello spaziotempo, quelle che, subito dopo il big bang, si sono accartocciate come lenzuola dopo una notte agitata, perfette per nascondercisi. Davvero! E ha anche chieso a Tonelli se ciò fosse plausibile.
Nella discussione, oltre allo spazio tempo spiegazzato, Tonelli ci ha presentato la ricerca come unica via d'uscita alla crisi economica: sviluppo esponenziale + risorse limitate (mondo chiuso) = crisi. Solo nuove tecnologie possono spostare i limiti delle risorse e consentire nuovo sviluppo. E' così ovvio che tutti i politici stanno aumentando gli stanziamenti alla ricerca scientifica ... o forse no?
A me piace pensare che, sotto sotto, ci sia anche un'altra via d'uscita alla crisi - rinunciare tutti a qualcosa e imparare a godersi veramente i piaceri della vita - ma questa è un'altra storia, un'altra geografia, un'altra cultura, un altro bosone. O forse solo un bosino.