venerdì 10 maggio 2013

Zombie run

E' inevitabile; me ne sono convinto ieri durante l'allenamento di 60km di corsa in preparazione per la 100km del passatore: la metamorfosi è lenta ma inesorabile. Inutile cercare di resisterle, allora, è meglio abbandonarcisi docilmente, e, quasi inavvertitamente, dopo 30-40 chilometri di corsa ci si trasforma in zombie.
Forse, è meglio così. Lo zombie certo non brilla per agilità, elasticità muscolare, eleganza del gesto, ma, per lo meno non soffre. Se gli si stacca un braccio, lo guarda stupito mentre cade ma non si ferma e continua a correre. E' un'esperienza incredibile: durante la metamorfosi si percepisce un leggero disagio, ma, quando la lobotomia necrotica è completa, la condizione di estremo affaticamento in cui ci si trova sembra una situazione congenita, normale.
Al 52simo km ho fatto un piccolo esperimento e invece di "-8" ho provato a pensare "ne mancano solo 48". L'idea, in condizioni normali, mi avrebbe atterrito, ma, ridotto com'ero, sembrava quasi la stessa cosa. Ormai ero uno zombie, e mi sarebbe bastato riprogrammare gli unici 2 neuroni ancora non completemante putrefatti per arrivare a 100!
A 58,5 km ero a soli 500m dalla macchina. Qualunque essere umano avrebbe sensatamente rinunciato al chilometro mancante, ma lo zombie che era in me era ormai programmato per arrivare a 60 e mi ha costretto a fare una deviazione per raggiungere l'obiettivo.
Mentre tornavo a casa in macchina, mi stavo gradualmente riumanizzando, e, con la parte umana del cervello, ho potuto osservare il mio modo di guidare: le due mani strette al volante, il tachimetro a 30km/h, gli occhi leggermente fuori orbita e fissi in avanti e la guida in costante ritardo rispetto alla traiettoria ottimale. Avete mai visto uno zombie al volante? Beh, è così che guida!
Conclusioni (scienza da bar)

  • Questo esperimento, ha inequivocabilmente dimostrato che la metamorfosi è una realtà scientifica ed avviene fra il 30esimo ed il 40esimo km.
  • A parità di sforzo, la velocità di corsa dello zombie è circa di un minuto al km più lenta di quella precedente alla metamorfosi, e tale divario aumenta in discesa, dove la rigidità si paga a caro prezzo. Quest'informazione potrà esservi preziosa: se doveste mai scappare da un'orda di non-morti, lanciatevi in discesa, e li vedrete barcollare, cadere, rialzarsi, ma sempre più lontani dietro a voi.
  • Per la 100 km del passatore, calcolando circa 60 km da zombie, dovrò rivedere i miei obiettivi di circa un'ora e puntare alle 10 ore.
  • Almeno fino ai 60 chilometri, la metamorfosi è reversibile e in una settimana circa si ritorna belli, agili e delicati come prima. Ulteriori studi sono necessari per analizzare gli effetti oltre il 60esimo e fino al 100esimo km; in particolare, per capire se gli effetti della metamorfosi siano reversibili o, se invece, ...