domenica 9 giugno 2019

Riu Alinu – La prudenza può essere troppa

Foto di Andrea Mentasti
Un mesetto fa, Priamo mi ha detto che gli sarebbe piaciuto celebrare l'anniversario dell'uscita in cui si era rotto il malleolo ritornando sul posto dell'incidente, alle cascate di riu alinu. Mi è sembrata una bella idea, sia perché è un periodo in cui c'è molta acqua e le cascate si presentano belle prosperose, sia per ricordare l'incidente affrontando lo stesso rischio con maggiore consapevolezza. Con maggiore prudenza, quindi, ma non troppa: la troppa prudenza ci avrebbe lasciati a casa. Dopo un sabato di esplorazione, il percorso è deciso. Partono gli inviti fb, compro birra e anguria e, all'insegna della prudenza, preparo 30 metri di corda, 5 chili di prudenza che porterò sulle mie spalle e che non useremo mai.
La mattina, appena sveglio, vedo un lampo. Piove ma non mi preoccupo troppo. Smetterà. Forse era un presagio; la notizia brutta, infatti, mi arriva poco dopo. Il malleolo di Priamo, che avremmo dovuto festeggiare, rimarrà a casa a causa di una congestione dell'organismo ospite. Oltre all'osso festeggiato e il simpaticissimo gigante che lo ospita, ci mancherà anche il comodo fuoristrada di Priamo.
Al ritrovo siamo 16 e 3 ajomen stanno arrivando da Pula. Siamo 19 con solo 3 auto che possano risalire i 7 km di strada sterrata. Grazie all'inventiva e adattabilità di Nicola, scopriamo che si può viaggiare comodamente anche in 7 su un doblò.
Foto di Andrea
Si parte. Dopo 5 km di strada, prevalentemente in salita, siamo abbastanza caldi e pronti per una bella rinfrescata. Il “bordo vasca” di riu alinu è peggio del poetto a ferragosto. Non si sa dove stendere il telo. Siamo solo noi ma riusciamo a riempirlo completamente. Si torna ragazzi con tuffi e urla di gioia ed emozione che scaturiscono a contatto con l'acqua gelida. L'unico che si comporta da adulto è il mio ragazzo che, in posizione defilata con la sua felpina, si distingue dalla massa seminuda.
foto di Andrea
Scendiamo poi alla cascata inferiore, lungo la scarpata in cui 12 mesi fa era avvenuto l'incidente. Un pietrone, smosso da sopra, rotola, prende velocità e lo vedo volare ad altezza d'uomo. Lancio un urlo e abbiamo il tempo di controllare che non ci venga addosso; forse avremo fatto in tempo anche a schivarlo. Buon anniversario malleolo!
La cascata inferiore alimenta un bel laghetto immerso nel verde. Più giù, emerge la pura roccia, dove il torrente ha scavato una serie di canali e piscine naturali. È magnifico ma guardare non mi basta più. Vorrei vivere, sentire, immergermi completamente in quella bellezza e percepirla anche con la pelle, con i recettori epidermici del corpo intero. Sarebbe bello tuffarsi in tutte ma quelle più giù non offrono un'evidente via di risalita e a malincuore rinviamo l'immersione ad una prossima escursione.
Foto di Andrea

Si ridiscende allora su tracce di sentiero che seguono il torrente, fino all'ultima pozza dove, come da programma, si fermano tutti mentre, in tre scendiamo all'auto a prendere birra e anguria per tutti. Intanto, anche chi, come Nello, aveva, per prudenza, rinunciato a scendere alle cascate, ha modo di fare una tranquillissima doccia, in tutta sicurezza, sotto la cascatella.
Foto di Bruno Di Paola
Dopo un picnic di lusso, si rientra alle auto e si riparte verso casa.
Mentre supero un fuoristrada che procede lentamente sulla sterrata, sento il suo motore che accelera per non farsi sorpassare. Il conducente mi guarda con un gran sorriso: “Dai, procediamo così, affiancati fino a giù!” Mi dice. Non colgo la sfida, siamo in 8 sul doblò e non siamo abbastanza ubriachi, non come loro, almeno. Rallento e lo lascio passare; in fondo stiamo celebrando la prudenza, stiamo rientrando a casa e ora non c'è motivo alcuno per prendere dei rischi. Buon malleolo, Priamo!

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